Harry Potter e i Doni della Morte: Parte I è nelle sale cinematografiche da circa una settimana e i fan hanno già potuto verificare la corrispondenza tra il film e il libro, e rimanere a bocca aperta davanti ai numerosi effetti speciali. Proprio della realizzazione tecnica e della difficoltà di effettuare le riprese di alcune scene ha discusso lo scenografo Stuart Craig durante un intervista rilasciata per MTV.

Rispetto ai precedenti film della saga, Harry Potter e i Doni della Morte è stato girato in molte location diverse. Lo stesso Craig lo definisce un “film in corsa” e aggiunge:

Abbiamo viaggiato molto, abbiamo costruito set e speso un sacco di tempo in una vera foresta. Una delle difficoltà è stata l’integrazione della foresta reale con quella costruita sul set.

Ma la sfida maggiore per la produzione del film è stata la realizzazione della sequenza in cui Harry Potter recupera la Spada di Grifondoro in fondo a un lago ghiacciato. Sono stati utilizzati effetti speciali molto complessi per rendere la scena più reale possibile. Craig è comunque soddisfatto del risultato ottenuto:

È stato veramente molto impegnativo, ma alla fine il lavoro è venuto straordinariamente bene. Harry rompe il ghiaccio, si tuffa e successivamente viene strangolato da un Horcrux. Cerca di scappare, ma non può alzarsi in fretta a causa del ghiaccio sopra di lui.

Per creare il lago sono state utilizzate delle spesse lastre di plexiglass con la superficie ghiacciata, mentre nella parte inferiore è stato inserito uno strato di cera. Con le tecniche attuali è possibile fare qualsiasi cosa: è solo una questione di costi.