L’attaccamento tra il bambino e la mamma, o la persona che si prede cura di lui, si sviluppa in varie fasi, in funzione dell’età del piccolo e del suo processo di maturazione. Sappiamo già cosa sia l’attaccamento e in che modo si costruisce, durante i primi mesi e i primi anni di vita del bambino. Tuttavia non tutti i bambini sono uguali, né i genitori si relazionano con i figli allo stesso modo. Secondo il proprio carattere e la propria natura, l’attaccamento si può sviluppare in diverse maniere e dare vita a tre tipologie di bambini: il bambino sicuro, il bambino insicuro e il bambino tenace.

Il bambino sicuro

”Mamma, mi sento sicuro perché so che tornerai”. Si prende in considerazione la situazione ideale, in cui il bambino e la persona che lo accudisce si conoscono bene ed entrambi hanno fiducia l’uno nell’altra. Questi bambini non risentono troppo del distacco, ma quando vedono di nuovo la mamma o la persona a cui sono particolarmente legati, l’accolgono allegramente e con il sorriso sulle labbra. Questi bambini nutrono una fiducia profonda nei genitori e ciò alimenta la loro autostima e la loro fiducia in se stessi.

Ma perché si fidano così tanto della persona alla quale sono legati? Perché, molto semplicemente, quando i bambini compiono un’azione, i genitori reagiscono sempre allo stesso modo e con coerenza, sia mentre stanno guardando una programma interessante alla televisione sia quando sono impegnati. In questo modo si crea un ciclo di comportamenti coordinati: sensibilità verso il proprio figlio, continuità per quanto riguarda il comportamento del bambino e la reazione dei genitori, il contatto fisico dei genitori con il proprio bambino e la cooperazione fra genitori.

Tali comportamenti danno ai bambini stimoli coerenti e risposte adeguate alle loro esigenze. In genere il bambino sicuro non ha problemi con il sonno e, in caso contrario, è sempre piuttosto semplice trovare una soluzione. Sembra che i bambini sicuri costituiscano il 66% della popolazione infantile. Tantissimi. Un dato confortante…