Gli Swatch sono diventata una vera e propria icona degli orologi da polso a partire dagli anni ’80. Costruiti in materiali “poveri”, come la plastica, gli Swatch si sono presentati sempre come accessori chic, a buon mercato e quindi adatti a tutte le tasche. Forse è stata questa la ricetta vincente, l’apparente disimpegno che si è spesso tradotto in arte, nella creatività di quadranti e cinturini che strizzavano l’occhio alla pop art.

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Ma qualcosa potrebbe cambiare: la Swatch è attualmente un impero dell’orologio, dà lavoro a 29mila persone in 50 Paesi del mondo e il suo fatturato dell’anno scorso ammonta a 8,1 miliardi di franchi svizzeri, ossia circa 6,7 miliardi di euro, ed è in partnership con la Smart, dato che all’interno dei veicoli ci sono orologi Swatch.

Ultimamente la casa di produzione orologiaria ha acquisito la Harry Winston Diamond Corporation, una compagnia diamantifera che è costata un miliardo di dollari, anche perché la Swatch si è assunta l’onere di pagare i debiti pregressi della società, sebbene non abbia acquisito anche le attività minerarie estrattive.

Ora quindi esiste una nuova società, la Dominion Diamond Corporation, che si occupa delle forniture all’industria orafa e soprattutto a quella orologiera. Ora c’è da chiedersi se la Swatch lancerà anche dei modelli di orologi di lusso con diamanti, anche se certamente questi non saranno più per tutte le tasche.

Fonte: Il Messaggero