Dopo lo switch-off in Lombardia e Veneto il passaggio al digitale terrestre prosegue con i lavori in Emilia Romagna e, da domani, in Friuli. Intanto, però, la migrazione non sembra essere del tutto indolore, almeno stando a sentire le proteste dei cittadini e i disagi registrati in queste ore.

Nonostante i responsabili dello switch-off in Emilia Romagna facciano sapere che le operazioni sono andate per il verso giusto, non sono mancate le telefonate dei cittadini al call center messo a disposizione dal Ministero per informare la gente sul passaggio al DTT, tanto che si sono registrate circa 2.500 chiamate all’ora: poco se si considera una popolazione interessata di circa 8 milioni di abitanti, ma non certo pochi per quanto concerne le dichiarazioni degli addetti ai lavori.

Pare, infatti, che proprio gli antennisti abbiano ricevuto una mole enorme di richieste di intervento, chiamati in causa dai tanti cittadini che non riuscivano a vedere più i canali, fino ad arrivare, a volte, a una coda di lavoro lunga fino a gennaio.

Proprio nel capoluogo emiliano, ad esempio, non sono mancati i disagi di chi, anziché vedere il TG3 regionale dell’Emilia Romagna, si è trovato ieri a vedere quello del Veneto a causa di un’errore nella sintonizzazione delle frequenze fatta dai decoder, che in alcuni casi hanno agganciato il segnale in arrivo da un ripetitore destinato a servire il Veneto (per una sorta di sconfinamento del segnale che sempre avviene nelle regioni limitrofe) invece che quello in arrivo dal ripetitore che copre ufficialmente Bologna e altre zone.

In particolare, secondo quanto dichiarato dagli antennisti, pare che anche in Emilia Romagna ci siano stati diversi cittadini arrivati allo switch-off senza aver comprato un decoder o senza essere in grado di usarlo, precludendosi così ogni possibilità di effettuare la necessaria e periodica (per i primi tempi) risintonizzazione dei canali se non seguiti da vicini, familiari o da qualche professionista del settore.