Le donne curvy stanno conquistando il mondo. O almeno è quel che mi piace pensare. Ma non dovrei sbagliarmi di molto, dato che ormai le cosiddette taglie forti oltre a sfilare sulle passerelle e a ballare la pole dance, sono sempre di più al centro di riflessioni costruttive.

Il fenomeno delle curvy blogger poi è in forte ascesa, tanto che molti marchi di taglie forti scelgono di utilizzarle come testimonial; per non parlare dei concorsi che invitano le giovani donne burrose a fotografarsi per provare a diventare modelle. Il fenomeno è dunque in decisa espansione, ed era ora.

Siamo ancora lontani dall’equiparare “le mode”, cioè dal far comparire nelle vetrine degli stessi negozi misure fra le più svariate, dalla più piccola alla più grande, con disinvoltura e senso di normalità. Però pensare che ci siano persone fortemente interessate a creare abiti bellissimi per le donne curvy e ad aumentare così la loro autostima, fa ben sperare.

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Una di queste persone è Gemma Collins, showgirl inglese che ha dichiarato in esclusiva al BANG Showbiz, di voler cambiare totalmente il volto della moda curvy, proponendo collezioni di abiti pieni di personalità.

Colori fluo, grandi fiori e in generale qualità che non passano inosservate, per gridare al mondo di sentirsi bene con le proprie curve. E cosa ne è stato delle raccomandazioni confezionate “su misura” per le donne un po’ in carne (me inclusa), che suggerivano di non indossare capi vistosi, per carità?!? Più anonimo è ciò che indossi, meno rischi di farti notare. E magari, nell’indifferenza generale, potresti anche passare non dico per magra, ma per una taglia non al limite della decenza estetica perbenista. Insomma, si sa, “il nero snellisce”, dunque fanne la tua divisa e tatuatela addosso. Questo mi sono sempre (o quasi) sentita dire.

No, Gemma Collins invece dice no, e anzi invita le curvy ad esprimere anche le personalità più colorate e vivaci. E afferma inoltre di emozionarsi ogni volta che per strada incontra una donna con indosso i suoi abiti, tanto da fermarsi a ringraziarla.

Se, incautamente per il perbenismo estetico odierno, tali messaggi dovessero penetrare nell’inconscio mediatico sociale, forse potremo salvarci dal binomio magrezza=bellezza e da tutte le sue rammatiche e sgradevoli conseguenze. Per sperare di vivere in un mondo più equo, più vario, più colorato, più morbido e soprattutto, diciamocelo, più bello.

(Foto by InfoPhoto)