“Il cancro non ha avuto chance contro Talia perché Talia ha vinto, ha vinto lei la battaglia: il suo nome, le impronte delle sue mani e dei suoi piedi sono state lasciate su questo mondo ed era quello che voleva.” la sorella Mattia ricorda così Talia Castellano, tredicenne morta il 16 luglio 2013 dopo una lotta di sei anni contro una rara forma di cancro in età infantile.

Nota al mondo del web e non solo per il suo canale YouTube taliajoy18 nel quale pubblicava tutorial di make up e raccontava la sua malattia, ma ancora di più per aver mostrato al mondo la sua forza, affinché potesse essere d’aiuto per tutti coloro che soffrono come lei e potesse sensibilizzare tutte le persone riguardo alla malattia che l’ha colpita.

“Make Up Is My Wig” (il make up è la mia parrucca) era il suo motto da quando la chemioterapia le aveva fatto perdere tutti i capelli ed era così che Talia colorava il suo mondo: attraverso il make up.

Considerato la più frivola delle passioni femminili, il make up ha spesso risvolti psicologici che i più superficiali non notano, ma che la piccola Talia con la forza dei suoi tredici anni ha mostrato al mondo con prepotenza: le è bastato indossare il suo immancabile sorriso e colorare i suoi grandi occhi con i colori del make up per dire a tutti che c’è un modo per vedersi belle, per sentirsi belle e ancora di più per evadere dalla realtà, per trovare un momento di pace con se stesse e con il mondo: colorare il mondo e la malattia con il make up.

Talia ha vinto la sua battaglia perché non ha permesso alla malattia di divorare la sua anima, di toglierle il sorriso e non le ha impedito di lasciare nel mondo la sua eredità: un messaggio importante di forza, di bellezza, di umanità e di coraggio che possa aiutare chiunque stia passando momenti terribili come quelli vissuti da lei.

Sono queste le vere rivoluzioni.

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