Anche Tamarreide arriva al Telefilm Festival di Milano. I ragazzi, con gli autori della docusoap di Italia 1, si sono presentati alla kermesse con una serie di premesse sul loro lavoro: i tamarri hanno infatti dichiarato di essere spontanei e di comportarsi sempre come fanno di solito anche nella vita di tutti i giorni.

Sembra quasi una risposta a tutte le critiche che hanno tempestato la trasmissione. A partire da chi afferma che Tamarreide sia pilotato, ma anche dai critici che hanno spiegato come il programma assomigli a “Jersey Shore” ma non ne possegga lo stesso spessore sociologico.

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Alberto D’Onofrio, il regista, ha spiegato:

“Per me sono dei ragazzi di strada, non molto diversi da tutti i ragazzi italiani, e mi piacciono per questo. Tutto ciò che si vede di loro in TV è vero perché noi non facciamo un reality. E siamo completamente diversi da Jersey Shore che, si vede benissimo, è interamente scritto.”

Un’affermazione abbastanza strana, dato che in un reality, teoricamente, si dovrebbe vedere la realtà, per cui non si comprende appieno cosa il regista abbia voluto dire. In ogni caso, è appoggiato dalla conduttrice Fiammetta Cicogna:

“Difenderò sempre a spada tratta questo progetto, sono troppo curiosa per fermarmi al mero pregiudizio e ho capito che questi ragazzi che portano le mode all’eccesso sono sinceri e genuini. Spesso hanno delle storie famigliari toste alle spalle, ma, dopo il primo approccio, rivelano il loro lato sensibile e si capisce il perché di tanti comportamenti.”

Le critiche sul Web però incalzano. Per i tamarri è tutta pubblicità: nella loro ottica, le polemiche sono il mezzo per ottenere sempre nuove serate in discoteca. Ma un dubbio rimane: se si vuole raccontare la vita dei ragazzi di oggi, perché non concentrarsi su chi lotta quotidianamente per ottenere un pezzo di carta o si impegna in un lavoro anche umile per sbarcare il lunario?