È stata presentata ufficialmente al Telefilm Festival la new entry di Tamarreide. Si chiama Ketty ed è una DJ milanese di 28 anni, che sostituirà Angelica, espulsa dopo aver tirato un bicchiere addosso a Marika. In questo modo Tamarreide dovrà ricreare nuovi equilibri, anche perché la presenza di Ketty non fa che alimentare il gossip che la trasmissione sia orchestrata completamente dagli autori.

Ketty infatti non è esattamente una concorrente presa dalla strada, dato che ha una laurea in Sociologia. Ma lei non la pensa così, e anzi è fiera di essere tamarra, come se effettivamente ci si possa vantare di una simile qualità:

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“Essere tamarri non significa vestirsi in un certo modo o dire certe cose. Tamarro senti di esserlo, dentro. E io sono qui per dimostrare che, nonostante una laurea in Sociologia e nonostante la musica che ascolto o le cose faccio, anche io posso essere tamarra come gli altri.”

L’Associazione Genitori intanto invita a non guardare più il programma, perché gli insegnamenti che questo dà sono sbagliati, soprattutto perché va in onda in una fascia oraria in cui i ragazzi possono tranquillamente vedere:

“Ci preoccupa soprattutto il messaggio culturale veicolato da simili trasmissioni: sei per come appari, divertiti e sballa ora, domani si vedrà. Il tutto presentato in orari accessibili a ragazzi e adolescenti, i quali poi con facilità sanno trasferire le scene più accattivanti dalla TV a Facebook o Youtube. Nel contempo, come genitori siamo chiamati a educare, a chiedere impegno nella scuola e nella vita. Pare quasi che questi e altri prodotti dei media abbiano, da tempo, ingaggiato una subdola lotta per squalificare e demolire ogni proposta educativa.”

Comunque, AGE o meno, gli ascolti stanno calando inesorabilmente, tanto che la puntata di lunedì di Tamarreide è stata vista solo da un 6% di spettatori. Quali saranno le ragioni: le fughe estive dei telespettatori o semplicemente un programma brutto, al di là del messaggio che veicola? Non possiamo pensare che il tamarro come concetto possa rientrare in un discorso di estetica classica.