È da trent’anni che copre, o meglio “scopre”, il lato b di VIP e persone comuni eppure, nonostante le mode diffuse negli ultimi anni, il tanga continua a impazzare sulle spiagge di tutto il mondo facendo girare la testa ai maschietti più sensibili al fascino della pelle nuda femminile. E dire che di tempo ne è passato da quando Frederick Mellinger, lo stesso inventore del reggiseno push-up, decise di commercializzare il primo micro slip attraverso il suo noto marchio di lingerie “Frederick’s of Hollywood”.

Galleria di immagini: Il tanga

Se Mellinger è passato alla storia per aver tenuto a battesimo il tanga, non è di certo da meno l’allora giovane Rose di Primo. Infatti, sarebbe stata proprio questa brasiliana di origini italiane a creare già nel 1972 la prima vera e propria sensualissima mutandina, complice la necessità di farsi notare a una festa sulla splendida spiaggia di Rio de Janeiro, Ipanema, tanto da spingerla a ridurre ai minimi termini con abili colpi di forbici il suo normalissimo costume da bagno.

Inutile dire che da quell’anno il tanga si diffuse a macchia d’olio, monopolizzando le scelte delle più audaci che amano prendere il sole riducendo al minimo i segni del costume, da molte ritenuti degli imperdonabili inestetismi da evitare a tutti i costi. Associato poi ai tantissimi modelli di reggiseno presenti sul mercato, dal sensuale triangolo alla fascia sportiva, forma quello che secondo le lettrici di DireDonna è il costume da bagno preferito per le giornate in spiaggia: il bikini.

Chissà cosa penserebbero le popolazioni di cultura Marajó, i quali da secoli hanno scelto il tanga come proprio ornamento tradizionale. Formato da una placca di ceramica di forma triangolare posta anteriormente e tenuta aderente sui fianchi da una corda che attraversa due fori sulla base, questo indumento è ancora utilizzato dagli odierni abitanti della foce del Rio delle Amazzoni, nel Brasile settentrionale. Decisamente dei veri trend setter.