Trifacciale, quadrifacciale o totale? Per i tanoressici non importa, l’obiettivo è essere abbronzatissimi tutto l’anno. Inizialmente era solo una moda, e ora si parla di dipendenza da docce e lettini solari.

L’allarme sui rischi legati all’abbronzatura artificiale è stato lanciato da diversi anni. Ma ora, oltre ai rischi fisici, si parla anche di quelli mentali. La doccia solare non è solo funzionale a mantenere una pelle costantemente dorata, ma anche a sentirsi più accettati e meno depressi.

Il termine tanoressia descrive una vera e propria patologia. Il soggetto tanoressico non solo ripudia il pallore e non si sente mai abbastanza scuro, ma solitamente a questa dipendenza da “tintarella” si uniscono altre fragilità come l’ansia e l’abuso di alcol e droghe. Si tratta di una vera e propria dipendenza che, secondo alcuni, richiede un’adeguata terapia farmacologica.

A sostenere questa ipotesi è la rivista americana Archives of Dermatology. Svolgendo una ricerca su un campione di studenti, i ricercatori hanno notato che ci frequenta i solarium spesso usa anche droghe e manifesta stati ansiosi.

Naturalmente la tanoressia è stata “inventata” da questi ricercatori. Non è riconosciuta come una vera e propria malattia a livello medico. Ciò che però è riconosciuto sono gli effetti negativi sulla salute dell’uso prolungato delle lampade solari.

Nel 2009 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ha classificato le lampade solari come cancerogeni certi. Sottolineando poi che l’abbronzatura artificiale aumenta il rischio di melanoma del 75%, soprattutto tra i ragazzi sotto i 30 anni. Ed è proprio per questo, come annunciato ieri, che la Regione Toscana ha deciso di vietare la lampada abbronzante ai minorenni.