Non credo che esista altro modo per vedere e comprendere il cinema di Tarantino, se non quello di accettare incondizionatamente il mondo che ci propone. Le storie del regista sono uniche, esattamente come le sue sceneggiature, ricche di dialoghi surreali.

Prendiamo ad esempio il suo ultimo film, “Bastardi senza gloria“; il film inizia con una scena di dialogo che dura una ventina di minuti, eppure non mostra segni di cedimento, parlare della trama di un film del genere non è impossibile ma è semplicemente inutile. Il film è pieno zeppo di citazioni che di solito provengono dall’universo cinematografico, ma stavolta Tarantino attinge anche dalla storia.

“Bastardi senza gloria” è diviso in capitoli, proprio come “Kill Bill”, nella prima scena del dialogo lunghissimo, si conosce il nemico, interpretato dall’ottimo Christoph Waltz, che impersona un cacciatore di ebrei. Proseguendo nella visione incontreremo un gruppo di uomini capeggiati da Brad Pitt che in questo modo andrà a motivarli:

Ogni uomo sotto il mio comando deve portarmi cento scalpi di nazisti. E io voglio i miei scalpi!

Nel cast figurano anche una splendida Diane Krueger infiltrata nelle aree nemiche che trama contro i tedeschi, e il regista Eli Roth, grande amico di Tarantino.

Per realizzarlo il regista ha impiegato più di dieci anni, l’attenzione dedicata è chiara in ogni fotogramma contenuto, lo stile è quello di uno spaghetti western. Il film è anche molto divertente nonostante le tematiche trattate.