Archiviato da qualche giorno, anche se non ancora sopito, il dibattito sull’Imu, la tassa comunale che andrà a sostituire la vecchia ICI, che si dovrà pagare in tre, o due, rate da giugno a dicembre, arriva anche l’IVIE (imposta sul valore degli immobili situati all’estero).

Una tassazione che andrà a colpire tutti i cittadini italiani che possiedono degli immobili all’estero.

Il contributo che si dovrà versare allo Stato italiano è dello 0,76% del valore dell’immobile in base all’atto di acquisto. Nel caso questo documento non fosse reperibile, la contribuzione si calcolerà in base al valore di mercato dell’immobile nel paese in cui si trova.

Una normativa che è entrata in vigore lo scorso anno e quindi, quello che paga durante questo anno solare, è riferito al possesso dell’anno passato.

La tassa si applica solo alle persone fisiche che risiedono in Italia e questo vuol dire due cose. Per primo che saranno tassati anche i cittadini stranieri che risiedono in Italia: tutti gli immigrati che possiedono delle case nel loro paese d’origine, saranno soggetti a questa imposta.

In secondo luogo, c’è un qualcosa che fa discutere. Dal momento che la tassa si applica solo alle persone fisiche, dalla contribuzione sono escluse tutte le proprietà societarie, cioè delle persone giuridiche, che potrebbero rappresentare una grande fetta di introito e alleggerire il carico sui privati cittadini.