Innanzitutto cos’è l’Euribor: è l’indice che decide il tasso dei mutui e ora è ai minimi. Ma questo trend in discesa avrà un impatto sul mercato immobiliare? Può apportare dei cambiamenti? È questo il dubbio di chi pensa di comprare casa in questo momento. Cerchiamo di chiarire.

L’Euribor ai minimi sembrerebbe consigliare la scelta del tasso variabile, ma poiché lo spread è l’incognita di sempre, bisogna fare una scelta oculata che non nasconda sorprese e intanto non fare cambiamenti avventati. Cioè chi ha il fisso deve riflettere e documentarsi prima di pensare ad eventuali cambiamenti. Il motivo è ovvio: se lo spread è elevato, si perde il beneficio dell’Euribor ai minimi e la rata di mutuo viene a costare di più.

Certo chi ha già in corso un mutuo a tasso variabile agganciato a uno degli indici Euribor per ora è soddisfatto. Ma ha davanti a sé un’incognita: gli Euribor potrebbero risalire. Un’incertezza legata anche alla situazione economica, quella attuale e quella dei prossimi anni. In ogni caso, sembra che gli Euribor resteranno al di sotto dell’1% fino a settembre 2014 per risalire lentamente verso il 2% nel 2016, ma senza arrivare alla media storica del del 3%.

Chi, invece, ha un mutuo a tasso fisso cosa potrebbe fare? Avrebbe davanti a sé due alternative: la surroga con un’altra banca o la rinegoziazione con la stessa banca con un tasso variabile. Ma sempre con l’occhio allo spread, che rimane ancora alto. Se poi vuol passare da fisso a variabile deve ben calcolare la distanza tra il fisso in corso e il variabile. Sono, comunque, valutazioni personali, da fare tenendo conto di una realtà: oggi i migliori variabili si aggirano intorno a un tasso finito del 3,5%.

Secondo Il Sole 24 Ore,

l’opzione della surroga in questo momento si aggancerebbe a un ottimo Euribor, ma molto probabilmente si fisserebbe uno spread più alto (dal 2,7%) rispetto a quello che probabilmente chi ha sottoscritto un mutuo prima dell’estate del 2011. Pertanto, prima di pensare ad eventuali cambi di mutuo, bisogna valutare non solo questo fattore ma anche la durata residua. Se, infatti, mancano pochi anni non si sa quanto convenga il cambiamento.

Per coloro che, invece, decidono di contrarre ora un mutuo per l’acquisto della casa, si pone il problema della scelta: fisso o variabile? Comunque, dal momento che l’Euribor è sceso ai minimi e che nelle previsioni resterà nelle stesse posizioni per qualche anno, sembrerebbe più vantaggiosa la scelta del variabile.