Come vi avevamo annunciato, è partita ieri la quinta edizione di Taste of Milano, il grande food festival internazionale che quest’anno vanta nel suo team un nutrito gruppo di “Chef stellari”, come annunciato dal claim stesso dell’evento. Tra di loro quello che di diritto può essere considerato il “volto storico” del Taste è sicuramente il milanese Andrea Provenzani (classe 1971), proprietario del ristorante Liberty di Milano,che ha preso parte al festival fin dalla prima edizione, senza perderne nemmeno una. Anche stavolta ha risposto all’appello per deliziare tutti i partecipanti con i suoi manicaretti e noi lo abbiamo incontrato, mentre, ovviamente, era impegnato in uno show cooking, insieme al collega Fabrizio Cadei, Executive Chef dell’Hotel Principe di Savoia di Milano, che invece partecipa al Taste per la prima volta, convinto proprio dall’amico Andrea Provenzani.

Ci racconti il tuo legame con Taste of Milano?

Noi del Liberty siamo stati i primi ad aderire al progetto e quindi ogni anno partono sempre da noi quando organizzano la nuova edizione. E così eccomi qui per la quinta volta!

Quali sono le caratteristiche della tua cucina al Liberty?

Il piacere della tavola, la convivialità e il legame col territorio.

Ci fai qualche esempio dei vostri piatti?

La costoletta alta, la parmigiana incartata, il mio vitello tonnato, gli spaghetti al cipollotto…

Come sei diventato chef?

Sono totalmente autodidatta e amo il cibo! Devo molto anche alla mia mamma ferrarese, che non ci faceva mai mancare i cappelletti e la sfoglia fatti in casa, poi mio fratello faceva il cuoco e anch’io ho deciso di iscrivermi alla scuola alberghiera. Mi piaceva questo mondo di evasione, in cui si viaggiava. Ho sempre lavorato in piccoli ristoranti famigliari e nel 2002 ho potuto aprire il mio. Ora sono figlio del mio destino…

Cosa pensi del boom televisivo di programmi che vedono protagonisti i tuoi colleghi chef?

Penso che sia una medaglia che ha due facce: quella della visibilità e quella della sovraesposizione.

Tu li guardi?

Mi documento e li percepisco perché sono talmente esposti… però ho la mia quotidianità e la ritengo più interessante.

Quindi non ti vedremo mai a condurre uno show televisivo?

Non lo so. Mai dire mai! Per ora però non inseguo questo progetto. Io amo cucinare e si cucina nel proprio ristorante, non in tv…

Cosa stai preparando adesso di buono?

L’attore principale secondo me è sempre la stagionalità. Quindi faccio un carpaccio crudo di asparagi, serviti con salsa di yogurt al lime e caviale. Poi una crème brûlée di grana padano con carpaccio di melone e una fetta di prosciutto crudo.