Una sfida di alta cucina per uno scopo ancora più alto. È la sintesi dell’evento che si è svolto venerdì pomeriggio al Taste of Milano all’interno dell’iniziativa Hungry for Art pensata dal Food Festival a favore del progetto Food Right Now, con cui il Cesvi lotta da anni contro la fame nel mondo. 12 grandi chef hanno affiancato 12 giovani allievi delle scuole alberghiere per affrontare una prova di cucina di street food all’insegna della multiculturalità. La gara è stata aperta da un discorso di Giangi Milesi, presidente Cesvi: “Vi chiediamo di essere interpreti di quello che noi testimoniamo col nostro lavoro. Noi ci occupiamo degli 850 milioni di persone che ancora oggi ingiustamente soffrono la fame, con il paradosso di 1 miliardo e mezzo di obesi dall’altra parte. La necessità di un impegno globale e di responsabilità sono temi che devono far parte della nostra quotidianità e chiediamo a voi di aiutarci a educarci a questo, soprattutto tramite la presenza degli studenti e dei giovani”.

Galleria di immagini: Taste of Milano 2014: Marco Sacco e altri chef in cucina per Food Right Now

Gli ingredienti a disposizione delle coppie in gara facevano parte sia della nostra cultura gastronomica, sia di quella della Tanzania: spinaci, pomodorini, cocco, curcuma, guanciale, olio, faina, sale e pepe. Curiosando tra i banchi e i fornelli abbiamo rivolto qualche domanda al portavoce dell’evento, lo chef Marco Sacco del ristorante Piccolo Lago di Verbania (due stelle Michelin).

Chef cosa state preparando?

Una zuppetta di spinaci e dei gnocchetti alla curcuma saltati all’amtariciana. Abbinandoli avremo uno scambio tra il bagnato della zuppa e l’asciutto dello gnocco.

I contrasti sono sempre una cosa interessante in cucina…

Sì, i contrasti per me sono il fondamento della vita

Qual è il suo legame col Taste of Milano?

Sono qui per la prima volta e domenica me ne torno al mio ristorante.

Quindi è qui in particolare per l’evento di Food right now?

Questa è una cosa a cui tengo molto, perché dal mio punto di vista l’ecosostenibilità e l’attenzione al risparmio energetico sono fondamentali. Probabilmente perché ho due figli e penso al loro futuro. E anche perché da chef sono obbligato a pensare a queste tematiche.

In cucina quali sono le armi vincenti per avere successo?

La passione e la curiosità. Senza queste non si va da nessuna parte.

Cosa pensa del boom dell’”enogastronomia televisiva”?

Meno male che si sono accorti! Abbiamo tolto il fondoschiena delle veline e abbiamo messo le giacche bianche!

Lei segue qualche cooking show?

Sì certo! Li guardo, li critico e li invidio anche!

La potremmo vedere insieme a Cracco & co. prima o poi?

Io ho iniziato 15 anni fa col Gambero Rosso a fare le video-ricette, quindi conoscono l’ambiente. Ma poi ho smesso quando ho iniziato il mio percorso. Ora mi dedico ad altro…