Dopo la prima milanese al cinema Apollo, esce oggi il film “Tatanka” basato sul racconto di Roberto Saviano, e raccolto nel libro “La Bellezza e l’inferno”.

Protagonista sullo schermo è Clemente Russo, il pugile medaglia d’argento alle Olimpiadi di Pechino del 2007, che ha ispirato lo scritto e al quale è dedicato il testo originale. Il film sotto la guida del regista Giuseppe Gagliardi, vede Maurizio Braucci, Massimo Gaudioso, Salvatore Sansone, Stefano Sardo e lo stesso Gagliardi come autori della sceneggiatura.

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La pellicola si concentra su Michele, interpretato dallo stesso Russo, ragazzo di Marcianise nel Casertano diviso tra la chance del riscatto tramite il mondo della boxe e la quotidianità intossicata dalla presenza cupa della camorra. La necessità di sfuggire alla violenza paludosa spinge il protagonista a conquistarsi un ruolo nel mondo della boxe, a differenza del suo migliore amico Rosario intrappolato dalle regole camorristiche. Per questo suo coraggio e questa sua forza Michele conquista il soprannome di “Tatanka“, ovvero il nome con il quale gli indiani Sioux chiamavano il bisonte.

La pellicola in realtà prende solo spunto dal racconto di Saviano, ma se ne distacca concentrandosi sull’amicizia dei sue protagonisti e sui differenti percorsi intrapresi. Lo scritto di Saviano invece è stato scritto in onore di Clemente Russo, del suo collega Domenico Valentino e della palestra di boxe Excelsior di Marcianse, presente in alcune riprese del film. Il testo si concentra sull’importanza di una vera alternativa alla camorra in un territorio difficile come quello di Marcianise e vede nel ruolo di Mimmo Bril­lan­tino, coach della palestra, quello di vera guida per molti ragazzi sparsi per il territorio. Si deve tutto alla caparbietà di questo uomo, che presentandosi ogni giorno alle 6.00 del mattino sotto casa di Russo per gli allenamenti mattutini, alimenta la crescita e l’ascesa del futuro pugile olimpico. Oltre a spronare, invogliare e prelevare direttamente ragazzi e ragazze dalle strade dell’hinterland campano per mostrargli il valore della boxe a fronte del buio.

Per questa sua caparbietà, per il modo con il quale sul ring abbassa la testa, abbassando il naso all’altezza del petto e con gli occhi rivolti verso l’alto, che Clemente Russo si è guadagnato il nome di Tatanka. E forse per questo suo modo di andare avanti, con tutta la sua forza, che è stato punito con 6 mesi di sospensione dal corpo di polizia delle Fiamme Oro per il quale svolge servizio.

La voglia e l’orgoglio di partecipare al film era troppa e il boxeur non ha atteso l’ok definitivo dell’arma, né la relativa autorizzazione. Ma il vero motivo della sospensione è da ricercare in un’intervista rilasciata ad un famoso settimanale, dove Russo appare senza veli.

Da oggi il film sarà disponibile nelle sale e si potrà avvalere di una canzone dei Mambassa, gruppo piemontese nel quale canta lo stesso Stefano Sardo autore della sceneggiatura, dal titolo Non è per voi.