Restare rilassate durante il travaglio è molto difficile, per alcune donne impensabile: si tratta di una condizione che generalmente provoca ansia e stress, tuttavia molto dipende dall’ambiente circostante, oltre che dalle persone alle quali abbiamo chiesto un supporto.

Fondamentale per vivere il travaglio serenamente è una buona respirazione unita ad alcune tecniche di rilassamento, attività che devono andare di pari passo: mentre si respira regolarmente il corpo si rilassa, e così facendo anche il respiro si regolarizza a sua volta.

Le tecniche di rilassamento utili per il travaglio sono spesso illustrate durante i corsi pre-parto programmati dalle ostetriche. Alcune si basano sull’alternanza di contrazione e rilascio, mentre altre sul completo abbandono del corpo. In ogni caso, se si riesce a usare tali tecniche si eviterà la produzione di adrenalina e il corpo lavorerà meglio dando anche più energia al bambino.

Questo fattore è importante perché tenendo sotto controllo gli ormoni dello stress, automaticamente si produrrà più ossitocina che agisce come antidolorifico naturale. Inoltre senza stress il bambino riceve più ossigeno e il travaglio, per entrambi, è senza dubbio più gestibile. Di grande aiuto per mantenere la concentrazione tra una contrazione e l’altra può essere la persona che ci accompagna in sala parto, la quale può contribuire al rilassamento attraverso massaggi e incoraggiamenti.

Altre tecniche da considerare sono le seguenti: il training autogeno, vale a dire una disciplina nella quale la futura mamma raggiunge il rilassamento completo concentrandosi sul calore e sul peso delle diverse parti del corpo. Il metodo abbrevia la durata del travaglio e riduce il dolore del parto. In genere è guidato da un ginecologo e da uno psicologo.

Lo stretching, invece, permette di recuperare l’elasticità muscolare con movimenti dolci e regolari. L’ipnosi si bassa sul principio della suggestione, che permette di affrontare il parto in maniera rilassata e senza dolore. Grazie allo yoga, inoltre, si giunge a un rilassamento psico-fisico usando la respirazione e la presa di coscienza del corpo attraverso dei movimenti lenti e costanti.

Attraverso l’agopuntura e lo shiatsu, inoltre, vengono stimolati dei punti del corpo precisi, attenuando il dolore attraverso massaggi o aghi molto sottili. Il canto carnatico all’opposto si basa sulla emissione di vocalizzi che permettono il rilassamento del corpo. Tale tecnica è usata dalle donne prevalentemente nelle zone dell’India.

In generale l’ostetrica dovrebbe permettere alla donna in travaglio di stare nella posizione che preferisce, e spesso è anche possibile chiedere di attrezzare la stanza in modo tale da poggiare il letto contro il muro (portando dei cuscini in più da casa), lasciando spazio per materassini, sedie basse e la palla per il travaglio; è preferibile, inoltre, indossare i propri vestiti il più a lungo possibile (ad esempio la tuta da ginnastica) e abbassare le luci.

Per acquisire una buona tecnica di rilassamento è però necessario allenarsi anche durante la gravidanza. Quindi, più volte al giorno, bisogna prendersi alcuni minuti per sé stesse: inspirare e, durante la fuoriuscita dell’aria, rilassare i muscoli cercando di renderli sciolti e morbidi, studiando nel frattempo il proprio corpo con la mente e analizzando quali parti rimangono rigide e, una volta individuate, provare ancora a rilassarle perseverando con l’esercizio.

Al momento del travaglio si deve eseguire esattamente la medesima sequenza: inoltre, è possibile concentrarsi su una parola o una frase da ripetere scandendo le sillabe. Spesso è di aiuto anche provare a immaginare il bambino che scende lungo il bacino, rovando nel contempo a trasmettergli pensieri positivi.

Fonte: BraviBimbi