Con {#Ted}, Seth MacFarlane porta sul grande schermo un’irriverente commedia strapparisate, capace di rendere protagonista un morbido e pacioccone orso di peluche ben lontano dagli stereotipi dell’immagine tipica del teddy bear ma decisamente in linea con lo stile del regista statunitense. A casa i bambini: l’orsacchiotto dal pelo arruffato è tutt’altro che coccole e dolcezze: sboccato, cinico e dedito più ai piaceri della carne, o meglio dell’imbottitura, dell’alcool e della droga che a dispensare romantiche frasi registrate o a infondere coraggio ai più piccini nelle buie notti di pioggia.

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Per Ted, MacFarlane ha scelto di doppiare personalmente, almeno per quanto riguarda la versione originale, l’orso; al suo fianco, nelle vesti dell’inseparabile amico umano, c’è {#Mark Wahlberg}, insieme a Mila Kunis, già voce della sgangherata figlia Meg nella serie a cartoni più famosa ideata dal regista. Tra i comprimari ci sono invece Giovanni Ribisi e Patrick Warburton, attore già noto al regista come voce del poliziotto sulla sedia a rotelle Joe Swanson. Ultimo ma non meno importante, il cameo di {#Ryan Reynolds} sul finale, da non perdere assolutamente.

Bambino piccolo e solo, John (Wahlberg) esprime il desiderio di avere un amico speciale: il suo orsacchiotto di peluche; la sua buona stella fa sì che il suo sogno finalmente possa realizzarsi, concedendo al ragazzo un amico speciale con cui trascorrere le giornate. Trascorsi 25 anni e ormai diventato adulto, John vive le sue giornate tra un lavoro mediocre e la compagnia della sua fidanzata Lori (Kunis); tutto potrebbe andare per il verso giusto se insieme ai due piccioncini non ci fosse Ted, il pupazzo che, con l’andare del tempo, si è trasformato in un irriverente presenza casalinga, poco incline a condividere il suo umano con Lori.

Non capita certo tutti i giorni di vedere un orso di peluche mimare una sensualissima danza sulla cassa di un supermercato, fumare erba attorniato da procaci quanto disinibite escort, sniffare cocaina con l’idolo d’infanzia Flash Gordon/Sam Jones o a compiere atti sessuali sul posto di lavoro, supportato da un capo completamente succube delle sue gesta ero(t)iche. Ted è questo e molto di più: un piccolo, molesto, pupazzo capace di traviare anche il suo amico tanto da mettergli i bastoni tra le ruote per separarlo dalla sua amata fidanzata, colpevole di voler porre fine a un quarto di secolo d’amicizia.

Per MacFarlane, crescere non vuol dire dover necessariamente abbandonare la propria adolescenza per tuffarsi nella grigia routine quotidiana dell’età adulta; basta un attimo, la situazione giusta, per ritornare – o non smettere mai di essere – il giovanotto tutto pepe del passato. Lo testimoniano anche le citazioni, sparse all’interno delle due ore scarse di pellicola, accompagnate dalle punzecchiature poco velate ai recenti tentativi di riportare in auge il mondo degli anni ’80 con remake di dubbio gusto o motivetti orecchiabili, {#Katy Perry} su tutti, che ben poco hanno del pathos originale.

Se già dai trailer televisivi s’intuisce la verve ben poco aulica del simpatico orso, è altrettanto semplice carpire già dalle prime battute la mano di MacFarlane che riporta lo stesso connubio di cattiveria e divertimento tipico delle sue serie televisive in una storia dedicata esclusivamente a un pubblico adulto. La scelta però non lo priva della possibilità di affrontare temi come l’amicizia, sebbene declinata nei toni fiabeschi della relazione tra un uomo e un longevo peluche, e la difficoltà della crescita con un’ironia tagliente capace addirittura di far scendere qualche lacrimuccia sulle guance dei più sensibili, con un finale a tutto sentimento.