Maggiore flessibilità, più contratti part-time e apertura verso il telelavoro. Queste sono le linee guida generali alla base delle nuove proposte presentate da Maurizio Sacconi durante l’incontro con le parti sociali.

La bozza dell’accordo, incentrata sulla “Modulazione e flessibilità degli orari di lavoro e i regimi contrattuali”, ha lo scopo di conciliare famiglia e professione, e lo stesso ministro spera che l’intesa possa essere siglata entro l’8 marzo, in concomitanza con la festa della donna.

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L’accordo prevede una serie di iniziative mirate a diminuire le difficoltà che molti lavoratori, specialmente di sesso femminile, sono costretti ad affrontare a causa dei quotidiani problemi di gestione familiare: si parla quindi di figli piccoli, ma anche di familiari che necessitano di cure particolari.

La proposta prevede la possibilità, per un genitore, di usufruire di 2 settimane di assenza dal lavoro per gestire l’inserimento dei bambini alla scuola d’infanzia, o alla scuola primaria, più l’istituzione di una banca ore che consentirebbe alla madre o padre lavoratore di accantonare le ore di straordinario e utilizzarle per esigenze familiari.

Un’altra grande novità è il telelavoro, che andrebbe a sostituire il congedo parentale. E ancora maggiore flessibilità negli orari fino al compimento dei tre anni del bambino, potenziamento dei contratti part-time, anche solo temporanei, e possibilità da parte dei datori di lavoro di erogare buoni per pagare baby-sitter o altri tipi di assistenza.

La Cgil sembra tuttavia non condividere queste linee guida, che non andrebbero a risolvere il problema principale che coinvolge molte donne disoccupate sul territorio nazionale.

“I provvedimenti interverrebbero su chi già lavora mentre le priorità oggi sono le politiche per aumentare l’occupazione femminile”.