Il telelavoro è un’opportunità non solo per le mamme, ma anche per i papà, per motivi vari che vanno dalla possibilità di dedicare più tempo alla famiglia ai vantaggi economici.

Un esempio ci viene da Londra, dove nel corso delle Olimpiadi, i lavoratori londinesi hanno lavorato in telelavoro, mentre in Italia questa cultura è ancora inesistente. Un esempio, dunque, di come la cultura del telelavoro si stia diffondendo all’estero. Il telelavoro, infatti, è stata la forma di lavoro principale per la capitale inglese durante le Olimpiadi.

In Italia, un esempio arriva da Torino, dove da gennaio il comune di Torino si prepara a sperimentare il telelavoro con le impiegate donna. Per la durata di quattro mesi, infatti, è stata offerta a venti impiegate l’opportunità di svolgere la propria attività senza doversi sobbarcare il quotidiano trasferimento da casa all’ufficio.

Le scelta delle venti telelavoratrici, visto che la sperimentazione è riservata esclusivamente a dipendenti donne, avverrà tra le impiegate che ne faranno richiesta entro il 14 settembre e terrà conto delle caratteristiche relative al lavoro da svolgere, delle eventuali condizioni di disabilità psicofisica che rendono disagevole il raggiungimento dell’ufficio, del tempo di percorrenza dall’abitazione alla sede di lavoro, delle esigenze di cura dei figli con meno di otto anni e della presenza di disabili in famiglia. Le modalità e i criteri per la scelta del personale da destinare alla sperimentazione del lavoro a distanza sono state definite in accordo con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Csa e con i rappresentanti delle Rsu.

“In molti casi – spiega l’assessore al Bilancio, Patrimonio e Personale, Gianguido Passoni – le nuove tecnologie permettono oggi di lavorare senza difficoltà anche lontano dalla sede aziendale. Attraverso il progetto pilota Telelavoro.to.com contiamo di introdurre forme di organizzazione del lavoro più flessibili, che consentano alle nostre dipendenti di conciliare meglio impegni lavorativi e carichi familiari e che, allo stesso tempo, favoriscano maggiore efficienza e, più in generale, sostenibilità ambientale”.

Speriamo che l’esempio di Torino vanga seguito in tutta l’Italia, perché i vantaggi del telelavoro sarebbero evidenti anche nel nostro Paese. In particolare i lavoratori, soprattutto nelle grandi città, risparmierebbero tempo e denaro evitando gli spostamenti e potendo offrire più attenzione alla famiglia e ai figli, soprattutto quando lavorano in due. Anche le aziende risparmierebbero sui costi di gestione delle sedi e aumenterebbero l’efficienza grazie alla flessibilità. E ne beneficerebbero anche gli altri cittadini, perché si ridurrebbe il traffico e quindi l’inquinamento.

Per le mamme che lavorano il telelavoro sarebbe un’alternativa ottimale alle molte ore passate in ufficio, mentre i loro bambini sono affidati alle cure dei nonni, per i più fortunati, o alle cure di una baby sitter o al nido, dove non mancano certo le attenzioni e le amorevoli cure, che tuttavia non potranno mai sopperire alla presenza della mamma. Possiamo solo augurarci che vada in porto la Legge di stabilità 2012 (art. 22, c. 5), che prevede misure di incentivazione per le aziende a favore dei lavoratori.