L’eutanasia potrebbe arrivare presto sui nostri teleschermi. Non si tratta di una puntata speciale di un telefilm su medici e medicina “à la Dr House“, ma di uno spot, una sorta di pubblicità progresso che incita un cambio legislativo a favore della cosiddetta morte dolce.

Lo spot viene dall’Australia, dove ha già suscitato moltissime polemiche, tanto che la Free TV Australia, ossia l’authority che regola la diffusione pubblicitaria nelle reti televisive commerciali, ha impedito la trasmissione dello spot all’ultimo minuto, motivando una presunta violazione del codice di deontologia televisiva.

In Italia sarà una rete locale la prima a trasmettere questo spot censurato in Australia: si tratta di Telelombardia. Lo spot è stato presentato in anteprima a Milano ed è curato nella trasposizione italiana dal Partito Radicale e dall’associazione Luca Coscioni.

Nel filmato si vede un uomo con delle profonde occhiaie, che rappresenta un malato terminale, ma non in ospedale, bensì sul letto della sua casa, che racconta la propria vita e la malattia:

Ho scelto di sposare Tina, di avere due bellissimi figli. Ho scelto di guidare sempre una Ford. Quello che non ho scelto è di essere un malato terminale. Non ho scelto di morire di fame perché mangiare è come ingoiare lamette per la barba. Non ho certo deciso di vedere la mia famiglia vivere tutto questo con me. Ho fatto la mia scelta finale. Ho solo bisogno che il governo mi ascolti.