L’operazione sugli immobili non dichiarati al catasto, condotta dall’Agenzia del Territorio sulle case fantasma, ha recuperato oltre 400 milioni di euro di gettito fiscale. In totale ha consentito di individuare 1.081.698 unità immobiliari di diverse tipologie alle quali è stata attribuita una rendita, definitiva o presunta, di complessivi 817,39 milioni di euro.

Questa la comunicazione arrivata dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia. Partita da 2.228.143 particelle del Catasto terreni, nelle quali si era constatata la presenza di potenziali fabbricati non iscritti nelle banche dati, l’indagine ha consentito di recuperare un maggior gettito per il fisco quantificabile in 472 milioni di euro.

Soddisfatto il direttore dell’Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, che ha dichiarato: ”Gli straordinari risultati raggiunti nell’attività di regolarizzazione degli immobili non dichiarati al Catasto sono stati resi possibili per effetto di soluzioni organizzative e tecnologie innovative mai utilizzate precedentemente, nonché grazie al grande impegno profuso da tutto il personale dell’Agenzia che, pur assicurando il raggiungimento di tutti gli obiettivi concordati con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha portato a termine, in tutto il territorio nazionale, una nuova e capillare attività di recupero fiscale nel settore immobiliare”.

Non meno importante è stato l’operato degli Ordini professionali che, in alcune province, hanno partecipato, senza nessun compenso, alle attività di sopralluogo delle particelle fotoidentificate. A sua volta, Fabrizia Lapecorella, direttore generale delle Finanze, ha sottolineato che, ai fini dell’indagine, è stata molto utile l’implementazione delle basi dati catastali realizzata mediante la regolarizzazione degli immobili fantasma, in quanto migliora la qualità delle informazioni e consente una più efficiente azione di contrasto all’evasione fiscale. Comunque l’indagine sugli immobili fantasma continua. Di immobili non in regola con il catasto ne esistono ancora.

Come va attribuita la rendita presunta

La rendita catastale presunta viene attribuita previa verifica del possesso dei requisiti di accatastabilità dell’immobile. Per il calcolo vero e proprio prima si fa un sopralluogo per individuare la destinazione d’uso, poi si applicano i parametri tecnico-estimali. La rendita catastale presunta viene notificata tramite affissione all’albo pretorio dei Comuni di ubicazione degli immobili. L’affissione viene resa nota con un comunicato dell’Agenzia del Territorio pubblicato in Gazzetta Ufficiale.