Dopo l’idea di mandare in onda il telegiornale completamente in dialetto, Telepadania ha deciso di trasmettere le parole di Papa Giovanni Paolo II completamente tradotte in dialetto lombardo.

Per valorizzare le cosiddette lingue regionali, l’emittente più legata alla Lega Nord trasmetterà venerdì alle 21.10 il programma “Le nostre lingue”. All’interno della rubrica, è stata inserita la Via Crucis scritta da Karol Wojtyla nel lontano 1984.

C’è solo un piccolo particolare: il testo è stato tradotto nel dialetto cremonese dall’esperto Agostino Melega.

Roberto Fiorentini, direttore dell’emittente del nord, sostiene che questa puntata del programma potrebbe dimostrare l’esistenza del legame tra lingua regionale, cultura e religione. Sarebbe infatti possibile esprimere forti emozioni religiose anche in dialetto:

Un’operazione che vuol essere, in questo tempo ancora pasquale, un omaggio al pontefice di cui si ricorda in questo mese i cinque anni dalla scomparsa. Non solo: vuole anche dimostrare che la lingua regionale bene esprime i sentimenti religiosi anche quelli più intensi e profondi. Il lavoro di Melega punta proprio a questo

Ma cosa ne pensano i telespettatori e i credenti? È davvero giusto tradurre in dialetto un testo religioso nonostante il rischio di suscitare proteste?