La 60esima edizione del Festival di Sanremo si è conclusa sabato scorso con malcontento, polemiche, proteste e con tanta voglia di far chiarezza sulla questione del televoti da casa.

Si sono messi a lavoro giornalisti di tante testate che hanno voluto scovare la verità ed essere i primi a dare lo scoop. Tra gli indaganti, il famossissimo TG satirico “Striscia la Notizia”: il programma è riuscito a contattare un’operatrice del call center di Rimini, la quale ha parlato di richieste ricevute per l’acquisto di televoti da parte di un cantante che ha partecipato a Sanremo sia l’anno scorso che quest’anno:

L’anno scorso ho avuto diverse richieste per comprare i televoti a Sanremo. Si è rivolto a noi anche qualcuno che quest’anno a Sanremo ha superato le zone calde e si è posizionato in una zona particolarmente alta…

Dopo la protesta in diretta dell’Orchestra di Sanremo che chiedeva di rendere pubblico il televoto, i risultati e la spiegazione arrivano belli freschi su un piatto d’argento, da un giornalista dell’Avvenire, Gigio Ranciglio.

Dalla sua spiegazione e dai risultati da lui resi noti, il trio ha sfiorato la vittoria.

Nella serata conclusiva il risultato del televoto, in soli 53 minuti, ribalta la situazione. In effetti, come sostiene Giglio Ranciglio nel suo articolo:

Alle 23.12 di sabato notte, Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici per i televotanti avevano vinto il Festival di Sanremo, con 212.482 voti, pari al 32,95% di tutte le preferenze espresse dal pubblico.

Cosa è successo in seguito? Il televoto si riapre per soli 53 minuti e gli affezionati del trio sono pochissimi, solo circa 1.300. Valerio Scanu è il più “simpatico” ai televotanti che riescono a ribaltare la situazione: sono più di 96.000.

Televoto pilotato o no, sta di fatto che comunque i risultati parlano chiaro.

Alla consegna del tapiro al trio, Staffelli ricorda a Pupo un episodio che l’ha coinvolto direttamente in prima persona nel 1984, quando ha pagato 25 milioni di lire per assicurarsi il quarto posto a Sanremo, manipolando i voti che, in quella occasione del Festival, venivano dati attraverso le schedine del Totip.