Teresa Lewis, la 41enne condannata a morte nel 2003 per aver pianificato l’omicidio di suo marito e del figlio adottivo, è stata giustiziata ieri sera in Virginia, alle 3.13 ora italiana. Un’iniezione letale è bastata per porre fine alla vita di questa donna, considerata di recente la “Sakineh statunitense” altra donna che rischia la lapidazione in Iran. Teresa è stata la prima donna a essere giustiziata dopo un secolo nello stato e la prima in USA dal 2005.

Numerosi appelli provenienti da tutte le parti del mondo hanno tentato di salvarle la vita giustificandola con il suo limitato quoziente intellettivo, pari a 72, appena due punti supra il limite di 70 che vieta l’esecuzione in quanto considerata incostituzionale.

Prima di essere giustiziata, la Lewis ha chiesto se sua figlia fosse presente, ha detto di amarla e di essere molto dispiaciuta per lei. Ha ricevuto la visita del suo legale e di un prete. Per il suo ultimo pasto ha chiesto del pollo fritto, fagiolini, un dolce al cioccolato e una crostata di mele. Dopo aver fatto un’ultima doccia ha raggiunto la camera mortale.

Un giornalista che ha assistito all’esecuzione ha dichiarato:

Quando è entrata nella stanza ha alzato gli occhi, guardandosi intorno, terrorizzata. Alcuni ufficiali hanno cercato di calmarla accarezzandole le spalle. Quindi ha parlato della figlia Kathy.

L’iniezione l’ha portata dalla vita allo stato catatonico, fino all’arresto cardiaco, uccidendo Teresa Lewis tra le proteste di tutta la popolazione mondiale.