È durato poco, circa tre anni, il legame fra la Halcyon Company e Terminator. Tanto è bastato alla compagnia fondata nel 2007 da Derek Anderson e Victor Kubicek per finire in bancarotta, nonostante sia riuscita in questo triennio a produrre un film (“Terminator Salvation”, 2009), a intascare i diritti di una serie televisiva di successo (“Terminator: The Sarah Connor Chronicles”, 2008) e a immettere sul mercato il tanto atteso videogioco di “Terminator Salvation”, attraverso la sussidiaria Halcyon Games.

I primi dissesti iniziarono quando il produttore Moritz Borman querelò Anderson e Kubicek, rei di non aver pagato il suo contributo nell’operazione che ha portato la Halcyon Company all’acquisizione dei diritti legati a Terminator. Borman chiese 160 milioni di danni, ma alla fine le due parti trovarono un’intesa.

In seguito fu la stessa Halcyon Company e la Dominion Group (società di Anderson e Kubicek) a fare causa alla Pacificor, società che fornì alla Halcyon il denaro (25 milioni di dollari) per acquistare il franchise dai detentori Mario Kassar e Andrew Vajna, fondatori della Carolco Pictures e produttori esecutivi dei film dedicati a Rambo e a Terminator.

I due amministratori della Halcyon sostengono che la la Pacificor e il suo ex rappresentante Kurt Benjamin hanno sempre impedito alla compagnia di trovare finanziamenti da altre società per onorare il debito con l’hedge fund, di fatto mettendo in grosse difficoltà il gruppo Halcyon, che non è stato così in grado di finanziare il quinto episodio di Terminator (che sarà diretto dal regista McG) e quindi di risollevarsi.

Le due società nel corso della scorsa estate non sono riuscite a trovare un accordo, così nel settembre 2009 la Halcyon è stata costretta a mettere in vendita il franchise per chiudere definitivamente la questione. La prima a fare un’offerta è stata la Lionsgate, che ha offerto 15 milioni di dollari più il 5% dei futuri proventi derivanti dallo sfruttamento del franchise. Per il momento questa è la migliore offerta giunta alla Halcyon Company, ma c’è tempo fino al 5 febbraio per proporre offerte migliori, che dovranno superare di almeno 500 mila dollari l’offerta più alta.

Oltre alla mini-major indipendente Lionsgate, che ha prodotto la celebre saga di “Saw – L’enigmista” (giunta al sesto episodio), a essere interessate al franchise di Terminator sarebbero anche la Warner Bros e la Sony Pictures, che sono rispettivamente i distributori della pellicola negli Stati Uniti e nel resto del mondo, ma è probabile che le concorrenti aspettino gli ultimi giorni per presentare la loro offerta.