Il terremoto investe anche Giorgio Napolitano. A seguito delle forti scosse sismiche avvenute ieri in Emilia Romagna e nel Nord Italia, si fa più forte la richiesta di annullare le solenni celebrazioni previste in occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica. Il popolo della Rete ha chiesto, con una petizione online, l’annullamento della parata militare per due motivi: anzitutto per i costi esorbitanti, poi per non tenere impegnati i militari a Roma, visto che sarebbero più utili nelle zone flagellate dal sisma.

Galleria di immagini: 2 giugno

Il terremoto, come sottolineato da Giorgio Napolitano, non fermerà però le celebrazioni, che saranno comunque connotate da sobrietà e dal ricordo delle vittime del sisma. A chiarirlo è una nota del Quirinale, attraverso la quale il Presidente della Repubblica afferma:

«Celebreremo a fine settimana il 2 giugno perché la Repubblica, nell’anniversario della sua nascita, deve dare il segno della sua unità, della sua vitalità, della sua forza, della serenità e della fiducia con cui sta affrontando e affronterà le sfide che ha davanti a sé, tra le quali ora anche la sfida della nuova emergenza insorta con il sisma che ha colpito l’Emilia e altri luoghi».

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha palesato il proprio disaccordo nei confronti delle celebrazioni, scrivendo sul suo profilo Twitter:

«Ho visto le immagini scioccanti del terremoto. Spero che la parata del 2 giugno sia annullata per destinare quei soldi ai terremotati».

Parere identico da parte di Antonio Di Pietro, che sempre tramite Twitter afferma:

«Follia sperperare tanti soldi per la parata del 2 giugno. Opportuno utilizzare quei fondi per fini sociali e di solidarietà.»

La tanto citata Spending Review prenderà le mosse proprio dalla celebrazione per la Festa della Repubblica, come chiarisce un comunicato del Ministero della Difesa, secondo cui in occasione delle celebrazioni del 2 giugno si prevede un risparmio pari a circa 1,8 milioni di euro rispetto all’edizione del 2011, e di oltre 900 mila euro rispetto al 2010. Il costo totale stimato ammonta a 2 milioni e 600 mila euro. Cifre che, soprattutto in tempo di crisi economica, sembrano davvero eccessive. Questo il parere che emerge netto dalla Rete, dove tantissimi continuano a chiedere, anche attraverso Facebook, che questi soldi vengano interamente destinati ai terremotati.

Fonte: Corriere della Sera