Il terremoto si è rifatto vivo in Emilia Romagna, ieri sera dopo le 21: un sisma di magnitudo 5.1 con epicentro tra i comuni di Concordia, Novi di Modena e San Possidonio è stato avvertito fino a Mantova e anche in Trentino Alto Adige. Stavolta, fortunatamente, niente morti né feriti, ma solo dei crolli e qualche malore.

Il terremoto così coglie impreparata la popolazione emiliana, che si stava apprestando a riprendere la propria vita da dove l’aveva lasciata, prima dei due sismi che ne avevano sconvolto l’esistenza. Tra i danni va annoverato quello che restava della torre dell’orologio di Novi, risalente al ‘700. In alcuni centri di accoglienza è mancata anche la luce e gli “ospiti” sono corsi subito all’aperto per paura della scossa. Altri terremoti abbastanza lievi si sono registrati finora, con delle punte ben oltre la magnitudo 3 in mattinata.

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Il commissario europeo alla politica regionale Johannes Hahn ha effettuato una stima dei danni, dopo aver visitato le zone del terremoto:

«Posso dire che si tratta di danni intorno ai 5 miliardi di euro. Noi potremmo dare un aiuto nell’ordine di 150-200 milioni.»

Intanto si sta cercando di non scoraggiare il turismo verso l’Emilia: l’economia ha bisogno di una ripresa e l’avvicinarsi della stagione estiva rischia di creare un buco nel bilancio della regione. Per ora, però, la priorità è salvaguardare la comunità e i servizi fondamentali, dalla sanità all’istruzione, fino alle funzioni amministrative. Intanto, le scuole oggi sono rimaste chiuse, mentre sul Web sono in tanti a farsi prendere dalla febbre del terremoto e persino a gridare alla teoria del complotto.

Fonte: L’Unità.