Il terremoto in Emilia Romagna ha lasciato dietro di sé non solo morti, feriti e danni, ma anche strascichi di altra natura. La polemica del momento riguarda il risarcimento dei danni alle famiglie colpite, un risarcimento esiguo che ammonta al massimo a 600 euro mensili. Lo spettro dei tagli alle calamità naturali non è più uno spettro, ma è reale, tangibile, trasformando il danno nell’ennesima beffa.

Non è certo bello subire dei danni alla propria casa, quando c’è una crisi economica di mezzo, ma il terremoto in Emilia Romagna è stata una vera e propria tragedia. E la sorte, o la volontà di chi governa, sembra accanirsi ancora una volta contro chi è afflitto da problemi non di secondaria importanza, come chi aveva una casa e adesso non ce l’ha più.

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L’ordinanza è stata firmata dal capo della Protezione Civile Franco Gabrieli, che ha stabilito che in alternativa al fruire di strutture o aree di accoglienza, le famiglie potranno avere 100 euro a testa, che diventano 200 per ogni anziano o diversamente abile convivente. Chi vive da solo avrà 200 euro mensili. Questo per coloro che anche se non sono vittime del terremoto tout court, ne pagano le conseguenze.

Questa la comunicazione ricevuta dai direttori della Protezione Civile di Emilia Romagna e Lombardia:

«Per il tramite dei sindaci dei comuni interessati, si è autorizzati ad assegnare ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa alla data del sisma sia stata distrutta in tutto o in parte, ovvero sia stata sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorità, un contributo per l’autonoma sistemazione fino a un massimo di 600 euro mensili, e, comunque, nel limite di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare abitualmente e stabilmente residente nell’abitazione.»

Fonte: Corriere della Sera.