A poche ore dal terremoto che ha colpito il Giappone alle 6.45 di stamattina, ora italiana, sono arrivati i dati dei primi studi effettuati dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

L’asse terrestre si è spostato di circa dieci centimetri a causa del violento impatto. Secondo l’Ingv, infatti, lo spostamento è stato di entità più ampia rispetto sia a quello provocato dal terremoto di Sumatra, risalente al 2004, sia dal sisma che ha compito il Cile lo scorso anno.

Galleria di immagini: Tsunami in Giappone

Dalle prime testimonianze di chi ha vissuto il momento del terremoto, seguito dall’onda anomala che ha provocato circa 300 vittime sul litorale di Sendai, emerge un quadro raccapricciante e disastroso. L’Ansa ha raccolto le prime parole di Mauro Politi, ricercatore italiano presso l’International Christian University di Mitaka.

“Qui a Tokyo la scossa è stata spaventosa sia in intensità che durata, ma anche la sensazione è stata diversa dal solito. Vivendo qui per un lungo periodo si fa l’abitudine a scosse frequenti e importanti; ma se normalmente tutto attorno vibra, oggi sembrava di stare su una nave in mare aperto. Credo che la scossa principale sia durata ben più di un minuto, attorno alle 14.45 ora locale, e le scosse minori stanno continuando ininterrotte e nitide”.

È sempre Politi a tracciare un ritratto positivo della popolazione locale, evidentemente preparata a fronteggiare situazioni simili provocate da disastri naturali.

“La gente è organizzata, ho visto molti uscire dalle case con caschetto e valigetta. La TV continua a far vedere pochi video di danni che, data l’entità dell’evento, oserei dire minori: calcinacci crollati, prodotti nei supermercati che caduti dalle mensole e una raffineria in fiamme”

Intanto, in tutte le province a nord di Tokyo è in atto una paralisi totale delle vie di trasporto, che rende praticamente impossibili gli spostamenti della popolazione.