Il terremoto è spesso seguito da danni causati dalle persone. Si tratta del fenomeno dello sciacallaggio, che non sta risparmiando le popolazioni dell’Emilia colpite dal sisma. In altre parole, il danno e la beffa: mentre le persone vivono nella paura, c’è chi si spaccia al telefono per funzionario della Protezione Civile e invita le famiglie a lasciare la propria abitazione, al fine di svaligiarla.

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I responsabili di questi episodi di sciacallaggio post terremoto non sono stati ancora individuati, sebbene il prefetto di Modena Benedetto Basile abbia disposto degli accertamenti sull’accaduto: dall’indagine non è escluso che emerga un’accusa per procurato allarme. Quello che le autorità fanno sapere è che allo stato attuale risulta difficile prevedere quante scosse di assestamento ci saranno e quando avverranno.

Si dice che le scosse di terremoto in queste zone potrebbero durare per anni, ma sull’argomento è intervenuto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini:

«Dobbiamo avere un Piano nazionale che duri il tempo che serve, quindi 15 anni, è una priorità per il nostro Paese.»

Sull’importanza economica di come il terremoto sta incidendo sul territorio è invece intervenuto il presidente di Confindustria Emilia Romagna, Gaetano Maccaferri. Oltre ai danni emorivi, dei morti, dei feriti e degli sfollati, ci sarà un danno economico non indifferente:

«L’area dove si è scatenata la drammatica forza del sisma è un’area ad alta concentrazione industriale. Lì c’è il 10% del PIL regionale e l’1% di quello nazionale. Parliamo di 60.000 aziende, molte delle quale con una forte componente tecnologica.»

Fonte: AGI.