Arredare la casa significa non solo sbizzarrirsi con mobili e disposizioni, ma anche optare per quei tessuti che meglio si sposano con l’ambiente. E quando si giunge al momento di dover acquistare le tende, si rischia di doversi addentrare in un vero e proprio campo minato: la scelta dei materiali, ma anche dei tagli e dello stile, rischia infatti di vanificare gli sforzi precedenti con una gestione non accurata della luce. Quali elementi tenere in considerazione, di conseguenza, nella scelta delle stoffe per decorare le proprie finestre?

Prima di orientarsi tra le fibre, è necessario agire di buon senso e vagliare le caratteristiche strutturali della stanza che si desidera abbellire. Per locali di dimensioni contenute, con finestre altrettanto piccole, si sconsiglia il ricorso a tendaggi pomposi e lunghi fino al pavimento, per evitare quel poco aggraziato effetto loculo dovuto allo scarso passaggio della luce. Per locali ampi con grandi vetrate, invece, ci si potrà sempre sbizzarrire, tenendo però presente come ad arredamenti già ricchi andrebbero abbinate delle tende minimal: il rischio è quello di passare dallo stile ricercato all’inutile kitsch.

Tessuti per tende: 10 consigli

Nella scelta di tende e relativi tessuti, è utile tenere in considerazione dieci ambiti che, spesso e volentieri, si tende a dimenticare in fase d’arredamento.

  1. Colore: il colore è particolarmente importante, perché andrà a determinare quanta luce potrà filtrare in casa. Il classico bianco è un evergreen poiché, oltre a garantire privacy senza ridurre luminosità, si adatta nel tempo ai cambi d’arredamento, amalgamandosi bene con qualsiasi tinta delle pareti. Quando il ricorso è eccessivo, soprattutto con pizzi importanti, potrebbe però stancare. Due le tecniche: il tono su tono, abbinando una tenda bianca a un tessuto più scuro in sovrapposizione, oppure il contrasto, con stoffe che stacchino molto dall’arredamento. Attenzione anche all’esposizione: i colori scuri su finestre a sud scoloriranno.
  2. Ricami, pizzi e foderature: più un tessuto è ricco di decorazioni, maggiore è l’appesantimento della finestra e della stanza. La scelta è proporzionale alla grandezza della stessa: ricami e pizzi appena accennati per piccole dimensioni, foderature e rifiniture in cordoncino solo per i saloni più ampi. Attenzione anche alle cuciture: non tutte le stoffe, soprattutto le più sottili, garantiscono la possibilità di orli personalizzabili;
  3. Lavaggio e sanforizzazione: la scelta del tessuto si effettua anche sulle previsioni di lavaggio. Se di materiale non sanforizzato, bisognerà acquistare una metratura del 5-10% più estesa rispetto alle proprie esigenze, poiché quasi matematico si restringa durante il primo lavaggio, anche quello professionale. Un fatto da tenere soprattutto in considerazione per tendaggi fino al pavimento;
  4. Sintetico o naturale: la scelta tra fibre sintetiche o naturali deriva dagli usi prefissati. Le prime permettono un facile lavaggio, anche in lavatrice, e non richiedono stiratura. Tra queste, le più comuni sono nylon, rayon, poliestere e acetato. Le seconde, invece, hanno bisogno di lavaggi spesso a secco, nonché di stirature, orli precisi e di pesi per mantenerle in posizione. Tra le più comuni cotone, lino e seta, ma anche juta e raramente lana.
  5. Tende francesi: caratterizzate per arricciature generose sul fondo, si sollevano normalmente dal basso verso l’alto tramite cordino. Per questo motivo necessitano di una lunghezza non indifferente, nonché di tessuti morbidi e poco inclini alle pieghe. Ottima seta e cotone, ma anche raso e nylon. Meglio evitare fibre spesse per non appesantire troppo il supporto orizzontale;
  6. Tende a rullo: hanno il vantaggio di rimanere perfettamente tese una volta chiuse, ma richiedono tessuti mediamente resistenti, sia per non spezzarsi sotto il peso della struttura inferiore che per arrotolarsi agilmente attorno ai bastoni orizzontali. Un buon compromesso è il cotone al naturale;
  7. Tende a pacchetto: disponendosi a pieghe dal basso verso l’alto, richiedono un tessuto leggero, purché non troppo soggetto alle pieghe. Meglio evitare fibre facili a sgualcire come il lino, preferendo invece le sintetiche;
  8. Tende arricciate: con questa tipologia si può certamente osare di più, data la piega verticale relativa allo scorrimento sull’asta orizzontale, anziché nella direzione opposta. Soluzione di preferenza per coprire l’intera parete ben oltre la finestra, possono sfruttare materiali molto consistenti come la juta e la lana, ma anche cotone rinforzato. Utile sarà predisporre una doppia fila di tende: all’interno una soluzione in leggero lino, rayon oppure raso di colore bianco, con sovrapposti tessuti foderati di colore scuro, anche ricamati. Così si potrà gestire il filtraggio della luce solare secondo le proprie esigenze.
  9. Tende a pannello: composte da più pannelli fissati da aste orizzontali sui due lati più corti, hanno il vantaggio di garantire una copertura incrementale a seconda della loro sovrapposizione. Il tessuto da scegliere dovrà essere resistente, poiché deve rimanere costantemente in trazione rispetto al peso utilizzato. Ottimi sono i materiali come cotone, juta e lino, anche se le fibre naturali dovranno essere sottoposte ad appretto o a colla per tessuti pur di rimanere sempre impeccabili;
  10. Tenda a bande: simile alla veneziana, presenta dei pannelli verticali larghi pochi centimetri, fra di loro non collegati. Ruotano in senso orario svelando o bloccando la luce solare, a seconda delle esigenze. Per questa tipologia, data anche l’esigenza di bordature resistenti, si utilizzano stoffe solide, anche in mistura: il classico cotone con poliestere o nylon è l’esempio più comune.