Se pensiamo a un test di paternità ci vengono in mente laboratori, camici bianchi e macchinari altamente specializzati. La Gran Bretagna, invece, è protagonista di un’iniziativa che ha fatto molto scalpore, commercializzando kit fai da te direttamente in farmacia.

Questa trovata ha tuttavia messo in allarme medici ed esperti, secondo i quali le persone che acquistano questi test, messe di fronte a risultati potenzialmente destabilizzanti, non hanno adeguato supporto psicologico e l’impatto emozionale che inevitabilmente si ripercuote sul bambino può essere devastante.

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Come funzionano queste innovative analisi di paternità?

I più riservati possono acquistare il test direttamente da casa, spendendo dai 150 ai 400 euro, contro i 500 – 800 e talvolta anche più pagati in laboratorio. L’attribuzione di paternità è data dalla corrispondenza del 50% del patrimonio genetico tra padre e figlio, e pare che anche il kit acquistabile in farmacia sia attendibile.

Siti come “Paternità.eu” hanno fatto della vendita online un vero e proprio business, grazie al sistema PCR che negli anni ha reso più semplice la pratica dell’esame del Dna: bastano infatti piccole quantità di sangue, saliva o persino capelli (ndr: precisiamo che l’obiettivo di questo sito non è quello di insinuare dubbi nelle persone, ma la maggior parte delle volte chi richiede un’analisi genetica è già sicuro del risultato).

Per quanto riguarda l’Italia, sono una ventina in tutto i siti nazionali che spediscono direttamente a casa il kit, promettendo di alleviare la condanna di una perenne incertezza emotiva con l’infallibile certezza scientifica. Le statistiche elaborate dai principali siti che commercializzano il prodotto, inoltre, informano che 15 bambini su 100 risultano non essere figli del padre che li credeva tali.

Premettendo che questo screening non ha valore legale, ma è puramente informativo, la polemica relativa alle conseguenze che può avere sulla stabilità familiare è tutt’altro che chiusa. Un unico dato positivo: sembra che la maggior parte degli uomini che scoprono di non essere padri biologici, non smettono comunque di essere padri affettivi.