I padri italiani sembrano vittime di una nuova ossessione: il test di paternità. Lo dicevano già gli antichi: la madre è sempre certa, il padre no. Ma duemila anni fa non c’erano laboratori e persino kit da acquistare online per stabilirlo da sé.

Sono finiti i tempi in cui soltanto un giudice poteva chiedere il test di paternità: la tecnologia sta trasformando questo esito in un esame sempre meno dissimile da quello di gravidanza, con la possibilità di farlo a casa e di ripeterlo ogni volta che si vuole. La cifra necessaria per avere questo risultato varia dai 150 ai 500 euro e soltanto nel 2011, come rivela un’inchiesta, ben 3600 papà italiani si sono rivolti a laboratori specializzati.

La tendenza è del 15 per cento in più ogni anno, un vero affare per chi propone questi test, ma lo è anche per chi li utilizza? Inutile nasconderlo: grosse delusioni e potenziali tragedie sono dietro l’angolo, ma come si fa a resistere alla tentazione di provare con assoluta (o quasi) certezza scientifica la fedeltà della partner? La natura, tra l’altro, è crudele: spesso i bambini somigliano fortemente al padre biologico nel primo anno di vita. E quando la somiglianza proprio non si vede…

La semplicità di questi test aiuta: basta passare due tamponi nella guancia di papà e figlio e spedire tutto al laboratorio, che darà una risposta nel giro di cinque giorni. In un caso su cinque, dicono le statistiche, sarà negativa. Il 20 per cento dei test di partenità, infatti, danno come risultato l’incompatibilità genetica. Il che forse la dice lunga sulla natura del dubbio che pervade chi finisce per approdare a questi test.

L’identikit dell’acquirente di questo test è spesso un padre di una certa età che sta scrivendo testamento, oppure anche un figlio già maggiorenne, magari naturale, intenzionato al riconoscimento per questioni di eredità. I test sono un boom anche grazie ai ricongiungimenti famigliari degli extracomunitari.

C’è un fatto, però, importante: il test è possibile soltanto con l’approvazione scritta di entrambi, padre e figlio. Scordatevi di prendere il campione del figlio appena nato e spedirlo a un laboratorio: quello è illegale, così come alterare i test, come purtroppo è capitato in talune occasioni, con medici compiacenti che si sono fatti corrompere per dare un esito favorevole in vista di un’eredità.

Anche per questo, su certi casi, è meglio evitare il fai da te (proprio e altrui) e chiedere al giudice.