Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, da sempre fan del governo Berlusconi, è intervenuto alla sua maniera sulla questione delle intercettazioni e della presunta estorsione al Presidente del Consiglio da parte di Gianpaolo Tarantini.

In un editoriale mandato in onda nell’edizione serale del telegiornale di ieri, Minzolini attacca duramente i magistrati e la stampa, accusandoli di essere la causa della bassa considerazione che il nostro Paese gode all’estero.

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Secondo Minzolini, la pubblicazione delle intercettazioni eseguite sul Presidente del Consiglio, avrebbero l’unico intento di far cadere il Governo, e renderebbero nulli gli sforzi della {#manovra finanziaria} per rendere credibile il nostro paese.

“La manovra approvata ieri dalla Camera doveva servire a restituire credibilità al paese, ma sono partite operazioni mediatiche e giudiziarie che finiscono per minare quella credibilità. Ecco perché una legge sulle intercettazioni è necessaria quanto la manovra approvata ieri”

Minzolini chiede quindi una legge urgente sulle intercettazioni, ritenendola necessaria al paese quanto la stessa manovra finanziaria. Non sembra però dello stesso avviso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nel recentissimo incontro con Silvio Berlusconi ha dato il suo veto assoluto a una “legge bavaglio“, creata a hoc per bloccare le imbarazzanti conversazioni tra il Presidente del Consiglio, Tarantini e Lavitola.

Nel suo editoriale serale, il direttore sembra poi portare avanti una vera e propria difesa del Governo:

“Un mare di intercettazioni sono finite sui giornali per danneggiare l’immagine del Premier, probabilmente l’obiettivo connesso. Berlusconi non è indagato, i media continueranno a parlare di gossip e andrà avanti la lapidazione mediatica che nella testa di qualcuno dovrebbe favorire il cambio di governo. Il governo però resta perché continua ad avere i numeri in Parlamento”.

Il monologo del Direttore, apparso a molti ben poco professionale, ha obbligato il presidente della Rai, Paolo Garimberti, a far sapere che “Minzolini parla a titolo personale”, e quindi non a nome della televisione di Stato.

Fonte: La Stampa