{#The Amazing Spider-Man} è la nuova pellicola dedicata alla saga dell’Uomo Ragno diretta dal regista Marc Webb, tutta dedicata a una delle figure più amate e apprezzate dei fumetti di casa Marvel. A dieci anni esatti dal primo episodio della trilogia diretta da Sam Raimi e interpretata da Tobey Maguire e in coda al successo inestinguibile dei cinecomic sul grande schermo, il regista affronta la prima fase della vita del supereroe, mostrando sotto una nuova luce l’adolescenza e il primo grande scontro del giovane Peter Parker.

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Per The Amazing Spider-Man, il regista si è affidato all’inglese {#Andrew Garfield}, affiancato da {#Emma Stone} nel ruolo della sua prima fiamma Gwen; Martin Sheen e Sally Field sono invece i due zii Ben e Mary, una coppia di mezza età alle prese con i colpi di testa dell’adolescente. Rhys Ifans, altro attore britannico alla corte di Webb, è invece il villain della pellicola, il temibile Lizard, evoluzione malvagia dello scienziato Curt Connors; Denis Leary è invece George Stacy, capitano della polizia di New York City e padre della prima fiamma del supereroe.

Adolescente, cresciuto dagli amorevoli zii Ben (Sheen) e Mary (Field) ma costantemente alle prese con i dispetti dei suoi compagni di scuola, il giovane Peter Parker (Garfield) vive le sue giornate da liceale con difficoltà. Innamorato della compagna di scuola Gwen (Stone), sarà costretto a fare i conti con il suo passato a causa del ritrovamento della valigetta appartenuta al padre, ex collega dello scienziato della Oscorp Curt Connors (Ifans) capace di trasformarsi nel pericolosissimo Lizard.

È un viaggio nella vita del giovane Spider-Man quello di Marc Webb, arricchita da una godibile interpretazione da parte di Andrew Garfield che, nei panni del supereroe, ripercorre le tappe più importanti della giovinezza e dell’adolescenza dalla perdita dei genitori fino al primo amore per la bella Emma Stone nei panni di Gwen, amatissima figlia del commissario Stacy. Mascherato dietro a ingenti dosi di ironia e sarcasmo, il giovane nerd è costretto a far fronte ai suoi dubbi, alle sue incertezze tipiche dell’età; niente di superficiale però: il regista gioca ottimamente le sue carte, affrontando il duro percorso formativo che porterà l’adolescente a farsi carico delle grandi responsabilità che lo renderanno nel corso del tempo uno dei personaggi chiave della salvezza umana.

Caratterizzato in maniera esaustiva, grazie anche a uno script di tutto rispetto basato sullo storico fumetto Marvel, il personaggio di Spider-Man rimane ben lontano – fortunatamente – dagli stereotipi spesso livellati verso il basso dei personaggi appartenenti alla categoria dei teen-agers; agile e al contempo buffo, timido e scanzonato nonostante il gravoso compito che l’aspetta. Discorso differente invece per Curt Connors e il suo alter ego Lizard; meno sfaccettato e graffiante della sua controparte buona, il personaggio interpretato da Rhys Ifans riesce lo stesso a rivelarsi fondamentale all’economia della narrazione, lanciando interessanti spunti di riflessione sull’intero excursus sulla vita di Peter.

Se il 3D delle scene più movimentate riesce a regalare un’esperienza particolarmente interessante agli spettatori, grazie alla capacità di proiettare direttamente tra i grattacieli che si stagliano nella notte della Grande Mela fino all’imponente Oscorp Tower, il discorso cambia radicalmente nelle altre situazioni: occhiali o senza la differenza è poca, visto che gli effetti applicati sono solo di contorno. Una scelta che, sebbene affatichi in maniera blanda anche i più restii alla stereoscopia, lascia scoperta ben oltre la metà della pellicola.

Nella stagione dominata dal successo cinematografico dei supereroi, The Amazing Spider-Man approda con sicurezza nelle sale con un concentrato di azione fresco e coinvolgente, supportato da un sapiente uso delle più recenti tecnologie e un perfetto equilibrio tra il background del giovane Peter Parker e l’evoluzione nei panni dell’Uomo Ragno che non appesantisce la storia ma, piuttosto, enfatizza alcuni importanti aspetti in maniera incisiva e appassionante. Niente fretta però all’uscita della sala: dopo i titoli di coda, c’è ancora una gustosa chicca tutta da non perdere.