The Box” è il terzo lungometraggio del 35enne regista americano Richard Kelly, già autore in passato dell’interessante e riuscito “Donnie Darko”. Il nuovo film di Kelly, che esce nei cinema oggi 21 luglio, non si discosta dai suoi lavori precedenti: anche “The Box” focalizza l’attenzione all’interno di un contesto familiare, mostrando la famiglia come una delle cause principali del malessere che ci circonda.

La storia del film racconta di una coppia interpretata da James Marsden e Cameron Diaz, a cui viene recapitata a casa una misteriosa scatola di legno con una copertura in vetro: tale scatola è chiusa a chiave e sembra contenere al suo interno un pulsante.

Il giorno seguente arriverà un misterioso individuo che illustrerà loro la funzione della scatola. In pratica, i due dovranno semplicemente decidere se premere o meno il pulsante entro le 17.00 del giorno seguente. La cosa sembra semplice, ma in realtà premendo il pulsante una persona che non conoscono morirebbe, e se fosse questa la loro scelta la coppia avrebbe in cambio un milione di dollari.

Anche il nuovo “The Box” è un ibrido di generi cinematografici, un thriller fantascientifico e visionario. Proprio come nei precedenti lavori del giovane regista americano, in questo nuovo film viene messa in primo piano la capacità di sacrificarsi per il bene delle persone amate, non del prossimo.

La pellicola prende spunto da un racconto del 1970 di Richard Matheson intitolato “Botton, Botton”, ma la sceneggiatura di Richard Kelly rappresenta uno dei problemi principali di “The Box”. Il grande potenziale mostrato da Kelly in “Donnie Darko”, sembra non riuscire a trovare più gli sbocchi necessari per appassionare il suo pubblico.

I rimandi a David Lynch e John Carpenter sono davvero tanti, ma i risultati non sono gli stessi. La nuova pellicola mostra un cineasta che sembra porre molta attenzione ai propri spettatori, ma che pare orientato maggiormente a occuparsi delle proprie ossessioni.

Con “The Box”, Richard Kelly non è riuscito a bissare il successo accumulato con il suo film di esordio “Donnie Darko”, e quello solo in parte ottenuto con “Southland Tales” del 2006. Il grosso potenziale espresso da lui in passato è ultimamente minato da sceneggiature che non tengono il passo con l’incredibile talento visionario che puntualmente il regista mostra.

“The Box” è un film consigliato per chi riesce ad apprezzare la morale contenuta in esso e le atmosfere cupe, ma non riesce comunque a dare nessuna spiegazione allo spettatore.