The Grey è il nuovo film diretto dal regista statunitense Joe Carnahan, prodotto da Ridley e il recentemente scomparso fratello Tony Scott, quest’ultimo nel ruolo di produttore esecutivo. Una pellicola al limite tra l’azione mozzafiato e la strenue lotta per la sopravvivenza interpretata da uno degli attori che sembra aver fatto dell’action movie la sua nuova forma d’espressione, l’irlandese Liam Neeson, alle prese tra il gelo dell’Alaska e la natura selvaggia rappresentata da mastodontici lupi famelici.

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Neeson, ormai sempre più a suo agio in ruoli d’azione, proprio come nel secondo capitolo della serie Taken uscito solo pochissimi mesi fa, suggella anche una nuova collaborazione con il regista californiano: infatti i due avevano già collaborato nel 2010, in occasione della trasposizione cinematografica della serie TV culto degli anni ’80 A-Team. In The Grey, all’attore irlandese si affiancano anche altri nomi noti come quello di Dermot Mulroney, Frank Grillo, Dallas Roberts e il fresco reduce di The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte II Joe Anderson.

Il viaggio aereo di Ottway (Neeson) dura poco: infatti, poco dopo la partenza, il velivolo si schianta in una zona completamente disabitata dell’Alaska lasciando lui e i pochissimi sopravvissuti del gruppo di operai destinati al lavoro in un oleodotto in balia di freddo, ghiaccio e un branco di lupi affamati pronti a tutti per fare di loro un sol boccone. Prima che sia troppo tardi, lui e gli altri saranno costretti a combattere contro le avversità prima che il cibo si esaurisca e le feroci creature abbiano la meglio.

La natura sa essere una vera e propria belle dame sans merci quando vuole. Bianca, sterminata e incontaminata, al contempo pericolosissima e claustrofobica: così appare agli occhi dei sopravvissuti al disastro aereo che da un momento all’altro si ritrovano immersi in uno scenario da vero e proprio incubo, da soli e sperduti in una landa desolata in cui la propria vita è appesa a un filo. Lo scontro, come intuibile già dai primi minuti, è tra i due maschi alfa della situazione: Ottway/Neeson e il gigantesco lupo grigio pronto ad affondare i denti nelle carni infreddolite dei pochi uomini ancora in grado di combattere. Vivi e muori in questo giorno, così recita la tagline del film.

Ad acuire il senso di ansia e terrore sono proprio le gigantesche creature, divise tra esemplari veri e ammaestrati e modelli animatronic, decisamente meno realistici e facilmente riconoscibili da un occhio attento. Una storia, quella raccontata da Carnahan che segue un filo logico, forse fin troppo, rendendosi chiara e lineare scena dopo scena, facendo soffrire un pizzico di troppo la suspense che accompagna le pellicole di questo genere che, guardando le produzioni degli ultimi anni, stanno riprendendo piede dopo una piccola pausa tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000.

Quando l’uomo e la natura si scontrano, il risultato è una pellicola come The Grey; un misto tra psicologia e ecologia, senza mai farsi mancare un pizzico di azione molto ben dosata in quasi due ore di pellicola, probabilmente quel tanto in più che rischia di rendere il complesso troppo carico e lungo senza alcuna necessità di fondo. Un unico consiglio: l’attesa di otto minuti di titoli di coda viene di sicuro ripagata, meglio dunque non abbandonare la poltrona prima del tempo.