The Hour e White Heat: nel mare di telefilm statunitensi degli ultimi anni, ecco l’inglese BBC a farsi largo con due serie capolavoro. Entrambe di 6 episodi ciascuna ed entrambe ambientate a partire dagli anni ’50 e ’60, sono diventate ben presto delle serie cult per tutti gli appassionati del genere, cresciuti con ben 5 stagioni di Mad Men. E, sebbene con il successo di AMC condividano solo il periodo storico, mantengono intatto lo stesso fascino.

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The Hour, di cui proprio ieri BBC ha rilasciato un mini-footage per la seconda stagione che prenderà il via in autunno, è un drama a sfondo vagamente thriller ambientato nel 1956. Le vicende ruotano attorno a un gruppo di giornalisti proprio di BBC, capitanati dall’anticonformista Freddie Lyon (Ben Whishaw) e dalla ben più realista Bel Rowley (Romola Garai), i quali si troveranno a sfidare il conformismo televisivo con un talk show politico rivoluzionario, The Hour per l’appunto.

Programma condotto dall’ex sportivo Hector Madden (Dominic West), il quale stringerà una relazione extraconiugale con la Rowley, il gruppo si troverà a vivere i cambiamenti sociali del dopoguerra e i primi moti giovanili, a cui si aggiungerà un mistero della Guerra Fredda. Dove li porterà il filo conduttore dei servizi segreti del MI6? C’è una cospirazione per portare le più brillanti menti del paese a schierarsi contro la loro nazione? Dal footage della seconda stagione diffuso ieri si apprendono nuovi colpi di scena, nonostante il filmato si concentri maggiormente sulle nuove serie Parade’s End e su un nuovo personaggio che farà felici tutti gli assidui fan di Mad Men: Elizabeth Moss, la Peggy Olson di Madison Square, ottiene un telefilm tutto suo dal titolo Top Of The Lake.

Di tutt’altro genere White Heat, l’apprezzata miniserie andata in onda la scorsa primavera. La trama narra le vicende di un gruppo di studenti ritrovatisi a vivere insieme a partire dagli anni ’60, fino all’evoluzione dei loro rapporti ai giorni nostri. Tutto comincia proprio nel 2012, quando 6 dei 7 coinquilini si ritrovano nel loro vecchio appartamento per sistemare gli effetti personali di un loro amico prematuramente scomparso. E la ritrovata vicinanza fa riemergere vecchi ricordi e altrettanti contrasti. Ogni puntata analizza un preciso anno nell’evoluzione storica di questa amicizia, ovvero il 1965, il 1967, il 1973, il 1979, il 1982 e il 1990. Così si scopre dell’amore ambivalente tra Charlotte (Claire Foy) e Jack (Sam Claflin), a cui negli anni si sostituirà Victor (David Gyasi). Una Charlotte tormentata anche da un’amicizia interrotta anni prima, quella con l’artista mancata Lilly (MyAnna Buring), a sua volta moglie annoiata del borghese e tradizionalista Alan (Lee Ingleby). Il conservatorismo di quest’ultimo verrà messo a dura prova dall’intolleranza omofoba verso l’ex compagno di stanza Jay (Reece Ritche), ma sarà l’accomodante Orla (Jessica Guning) a mettere tutti d’accordo. Un excursus storico ricercato e mai banale, per descrivere con delicata profondità la fragilità dei rapporti umani, spesso determinati da paure, frasi non dette, parole di troppo e pregiudizi, piuttosto che dai veri sentimenti. Una serie che riesce a indagare nel realtà dei rapporti degli esseri umani con una verità che poche altre sono riuscite a raggiungere.