Che cosa hanno in comune Britney Spears, Jessica Simpson e Cheryl Cole? Oltre a essere tutte nate negli anni ’80, hanno già un divorzio alle spalle, ottenuto nei loro primi vent’anni di vita. Come molte altre loro coetanee, più o meno famose.

Una tendenza piuttosto diffusa, tanto che che ha portato allo sviluppo della cosiddetta teoria del “The Starter Marriage“, ovvero quel comportamento che tende ad affliggere molte giovani coppie sposate, e che determina la rottura di un matrimonio tra coppie giovani. Alcuni durano anche solo tre mesi, altri pochi anni ma, poi, tutti capitolano nella stessa sorte: la separazione.

Secondo la teoria dello Starter Marriage, per molti giovani il matrimonio viene celebrato in un momento iniziale della conoscenza tra due persone, in cui tutto spesso sembra perfetto, le differenze conciliabili, se non addirittura assimilabili, e i problemi sembrano piccoli.

A questo va aggiunto il fatto che una larga parte dei giovani sposi contraggono matrimonio, ma lo pensano come qualcosa che non necessariamente debba essere “per tutta la vita”. Lo ha detto anche Peaches Geldof, infatti, del suo matrimonio dopo 6 mesi non c’era più traccia alcuna.

Male che vada, i giovani vittima della sindrome del Starter Marriage pensano che la rottura del matrimonio sia un’utile esperienza di vita. E poi si risposano, e la storia si ripete. Tuttavia, un divorzio giovane non è cosa facile, porta con sé conseguenze psicologiche e sociali.

Molti matrimoni precoci hanno creato prole, per cui la coppia deve affrontare una realtà da genitori single e i loro figli subiranno il risultato di una famiglia interrotta. Molti giovani ex sposati e divorziati hanno, però, mostrato la sensazione comune di avere un po’ di vergogna e imbarazzo dalla loro esperienza.

Molte giovani donne si illudono, inconsciamente, che il matrimonio sia fonte di gioia e pace intrinseche, ecco perché molte di esse, il 74% dai 20 ai 24 anni, sono favorevoli alle nozze, nonostante questa percezione sbagliata.

La sociologa Pamela Paul, figlia di un matrimonio precoce e fallito, dice:

Molti giovani si sposano per una forma di ribellione rispetto alle loro stesse famiglie i cui genitori hanno divorziato, pensando di poter fare meglio di loro.

Sposare qualcuno perché si ha avuto un’esperienza negativa in famiglia è tendenzialmente sbagliato, determina ad agire diversamente e spesso è la ricetta del fallimento. Una consulente, Paula Hall, sostiene che tale generazione sia quella che cerca disperatamente stabilità e sicurezza, ma che al tempo stesso ha aspettative irrealistiche del matrimonio e di cosa serve per farlo funzionare.