Con The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte II si conclude il ciclo cinematografico dedicato alla serie letteraria nata dalla penna di Stephenie Meyers. A quattro anni di distanza dal capostipite Twilight, il premio Oscar Bill Condon firma la seconda regia della saga che va a chiudere la prima parte dell’ultimo segmento, giunta sul grande schermo lo scorso 16 novembre e che ha lasciato Bella Swan in piena trasformazione da adolescente timida a giovane mamma vampira.

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Come per ogni serie che si rispetti, cast che vince non si cambia: Condon ha infatti riconfermato in pieno la rosa di attori per The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte II, capitanati da {#Robert Pattinson}, {#Kristen Stewart} e {#Taylor Lautner}, il terzetto formato dagli sposini vampiri Edward e Bella Cullen e il mutaforma Jacob Black. Con loro ritornano anche {#Ashley Green} e Jackson Rathbone insieme a Nikki Reed e Kellan Lutz, insieme ai “genitori dai canini aguzzi” Peter Facinelli ed Elizabeth Reaser. Più spazio invece se lo ritagliano i cattivi della saga, i succhiasangue italiani della famiglia dei Volturi; con Michael Sheen, Jamie Campbell Bower e Dakota Fanning, solo per citarne alcuni, si arricchisce e completa la lunga lista di attori che hanno partecipato alla saga che negli ultimi anni ha spopolato tra il pubblico di giovani e meno giovani, creando una vera e propria fan base in tutto il mondo.

Dopo la nascita della piccola Renesmee e la trasformazione in vampira, avvenuta in seguito allo straziante parto che l’aveva ridotta in fin di vita, Bella (Stewart) vive la sua nuova vita insieme alla famiglia adottiva formata dal marito Edward (Pattinson) e agli altri di casa Cullen. Una nuova minaccia sta per abbattersi però su tutti loro: istigati dalla vampira Irina (Maggie Grace), Aro (Sheen) e gli altri Volturi hanno deciso di mettere le mani sulla piccola con lo scopo di eliminarla, convinti che nasconda grandi poteri in grado di annientarli. Alla neomamma non resta dunque che richiamare intorno a sé i suoi alleati con lo scopo di proteggere il frutto dell’amore in un’epica battaglia in grado di chiamare in causa alcuni dei clan più potenti di ogni angolo del globo.

The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte II ricomincia esattamente dove aveva lasciato il film precedente: Bella, devastata dalle difficoltà del cruento parto di una creatura sovrannaturale, è stata trasformata in vampira da un disperato Edward. Sopravvive, certo, ma da questo momento nulla sarà più la stessa cosa; Condon lo sa bene e per l’occasione tira fuori una pellicola molto più curata, ricca di dettagli, movimenti di macchina più sincopati e effetti visivi capaci di donare una maggior sensazione di fluidità alle scatenate corse a perdifiato dei membri di casa Cullen così come i tanto attesi scontri contro gli italiani Volturi come non era mai accaduto prima, segno di un lavoro certosino di post produzione.

Ormai l’andazzo è chiaro: dedicato esclusivamente al pubblico di fan, coloro che non si sono limitati alla visione dei film ma si sono spinti nella lettura dei quattro volumi della Meyer; sono loro gli unici in grado di cogliere le tantissime sfumature che restano tra il detto e non detto e pressoché impercettibili dai non cultori della saga che rimarrebbero facilmente senza risposte a molti quesiti sorti durante le oltre due ore di pellicola. Un film per i fan ma che, a dirla tutta, sfrutta la sua natura di action movie a tutti gli effetti per catalizzare le attenzioni dei più, e in particolare di tutta quella fascia di spettatrici che in altre occasioni mai si sognerebbe di presenziare a una proiezione del genere, senza mai far staccare gli occhi dallo schermo per più di un minuto.

Se in passato a far parlare erano state la recitazione di Kristen Stewart, le espressioni di Robert Pattinson e una sceneggiatura piuttosto statica – aggettivo, questo, perfettamente calzante per tutti e tre i concetti – stavolta la pellicola riesce a scrollarsi di dosso certi cliché potendo addirittura godere di una sua logica di fondo che ne fa con grande probabilità il capitolo più riuscito di Twilight. Già dall’apertura, affidata alle musiche dell’ottimo Carter Burwell, s’intuisce questo cambio di rotta che, seppur in maniera alterna, accompagna fino ai titoli di coda che conducono all’agognata conclusione di questo lungo percorso di crescita di Bella, protagonista indiscussa della serie, fino al raggiungimento dell’età adulta – la trasformazione in succhiasangue assetata di sangue e particolarmente attratta dalla finalmente appagata vita sessuale con il suo bell’Edward – sempre secondo i suoi valori, una delle poche in quest’epoca a rimanergli fedele in ogni momento.

Senza nulla voler togliere all’epico scontro tanto annunciato in questo lungo anno di attesa, con un Michael Sheen e soci col dente particolarmente avvelenato – è proprio il caso di dirlo – non passa molto prima di chiedersi se non fosse possibile sintetizzare all’interno di un unica pellicola questa seconda parte piuttosto che puntare la lente d’ingrandimento su questa dilatazione temporale degli eventi. Di certo c’è da dire che, oltre a un’evidente scelta economica, si sarebbe persa l’occasione di godersi un’ideale seconda parte estremamente godibile, una parentesi talmente concitata che merita tutto il suo spazio per una mezz’ora abbondante di divertimento che nulla ha da invidiare alle produzioni horror più recenti.