Ci sono voluti tre anni perché “The Zero Theorem”, l’ultima pellicola del geniale Terry Gilliam presentata in concorso alla 70esima edizione della Mostra del cinema di Venezia, trovasse una distribuzione in Italia che le permettesse di arrivare nelle nostre sale.

Galleria di immagini: The Zero Theorem, le foto del film

Ora, finalmente, grazie alla Minerva Pictures di Gianluca Curti, il film arriva al grande pubblico di casa nostra il 7 luglio e Diredonna ne presenta una clip in esclusiva.

Trama

In un futuro distopico, in cui l’umanità è controllata dal potere delle corporazioni e da “uomini videocamera”, l’hacker Qohen Leth (Christoph Waltz) vive recluso all’interno di una ex cappella distrutta dalle fiamme. Ossessionato dal senso della vita, Qohen lavora su un misterioso progetto – il Teorema Zero – nel disperato tentativo di dare una risposta alle sue domande. A interrompere il suo isolamento sono solo le visite della sensuale Bainsley (Mélanie Thierry) e dell’adolescente prodigio Bob (Lucas Hedges). Sarà grazie a una delle invenzioni di quest’ultimo che Qohen affronterà un viaggio all’interno delle dimensioni nascoste della sua anima, dove si nascondono tutte le risposte.

5 cose da sapere su “The Zero Theorem

  • Terry Gilliam torna ad affrontare alcune delle tematiche care alla sua poetica, dal senso della vita (come non ricordare, con un immancabile sorriso, quel capolavoro assoluto che è “Monty Python – Il senso della vita” del gruppo comico britannico di cui Gilliam ha fatto parte per più di 10 anni) al libero arbitrio, dalla tecnologia alla redenzione. Il tutto condito con la consueta dose di grottesco nonsense che lo caratterizza da sempre.
  • Realizzato in Romania, con budget limitato e tempi strettissimi, “The Zero Theorem” è l’ennesimo capolavoro del regista americano che, dopo “Brazil” e “L’esercito delle 12 scimmie“, immagina ancora una volta un futuro non troppo lontano in cui la tecnologia prende il sopravvento: “Tramite internet abbiamo accesso a tutto eppure siamo separati. Le persone si nascondono ormai attraverso gli alias in un mondo in cui per essere accettati bisogna essere simili a un Dio. Trovo interessante vedere quanto le relazioni siano virtuali oggi“, ha spiegato. Chi ha amato “Brazil”, film del 1984 ispirato al romanzo 1984 di George Orwell, non potrà restare indifferente a questo nuovo gioiello.
  • Il cast è tutto in parte: è formato da Christoph Waltz (premio Oscar per “Bastardi senza gloria” e “Django Unchained“, entrambi di Quentin Tarantino), qui in uno stato di particolare grazia, l’astro nascente nel cinema francese Mélanie Thierry e la partecipazione straordinaria dei due premi Oscar Matt Damon e Tilda Swinton.
  • Decisamente azzeccati i costumi, realizzati presso la Sartoria Tirelli, per opera di Carlo Poggioli, ex assistente di Piero Tosi, Gabriella Pescucci e Maurizio Millenotti, che ha lavorato anche – tra l’altro – per “Youth-La giovinezza” di Paolo Sorrentino e “Ritorno a Coul Mountain” (insieme ad Ann Roth) di Anthony Minghella. Per Waltz e il personaggio interpretato in “The Zero Theorem“, Poggioli ha creato un cappotto di cerata trapuntato, col cappuccio da frate, con cui tenta di farsi scudo contro un mondo irreale e coloratissimo.
  • In “Brazil“, Gilliam si era divertito con “Aquarela do Brasil” di Ary Barroso, da cui il compositore Michael Kamen aveva ricavato, con ingegnose variazioni, quasi tutti i brani della colonna sonora; in “The Zero Theorem“, invece, il brano ricorrente è “Creep” dei Radiohead, interpretato dalla cantante jazz Karen Souza.