Ascoltiamo di continuo necrologi di ragazzi, uomini e donne che perdono la vita a causa di incidenti stradali ai quali, per un motivo o per l’altro, i soccorsi tardano ad arrivare. Si è discusso a lungo su come ridurre la mortalità per le strade varando una serie di leggi e decreti ma, spesso, quello che veramente occorre è qualcosa di pratico. Un esempio? ThermaHelm, il casco che vi salverà la vita.

A prima vista è un casco molto comune, realizzato in fibra di carbonio e che verrà immesso sul mercato dalla prossima primavera, ma che ospita all’interno un alloggiamento per due sacche chimiche, una contenente semplice acqua e l’altra nitrato di ammonio.

In caso di un urto violento, le due sacche, molto leggere, si romperanno innescando una reazione chimica in grado di portare refrigerio alla calotta cranica evitando così che si surriscaldi, causando danni irreparabili al cervello dello sfortunato motociclista.

La realizzazione di questo prodotto è dovuta da un’idea del signor Preston-Powers, il quale racconta che in una partita di basket ferì se stesso ad un gomito, e un amico sul capo, durante una fase di gioco. Dopo un intervento di primo soccorso, una sacca di ghiaccio utilizzata per ridurre le tumefazioni dei due amici, finì all’interno di un casco che l’uomo con la ferita alla testa indossò per tornare a casa, trovando da subito un dolce sollievo.

Il costo è decisamente più alto rispetto ai normali caschi, ma in questa è una spesa che vale la pena di sostenere. Il modello base costerà 490 dollari e quello avanzato, corredato da una telecamera, bluetooth e GPS, costerà circa il doppio, 815 dollari.

Per una breve dimostrazione dell’efficacia di questo prodotto sconsigliamo per ovvi motivi dei crash test diretti ma vi lasciamo in compagnia di questo breve filmato.