Negli Stati Uniti si è appena conclusa l’era Obama e sui nostri grandi schermi, il 17 novembre, arriva Ti amo presidente (titolo originale: Southside with you), il film diretto da Richard Tanne sulla storia d’amore tra Michelle e Barack Obama.

Distribuito in Italia grazie a Microcinema, presentato in collaborazione con Minerva Pictures, il film racconta del primo appuntamento tra i due, nell’estate del 1989 a Southside, il quartiere di Chicago da cui è iniziata la scalata degli Obama. A prestare il volto ai futuri presidente e first lady Parker Sawyers e Tika Sumpter, stella emergente di Hollywood.

C’è qualcosa di speciale nel modo in cui il Presidente e la first lady si guardano ed è qualcosa che abbiamo notato non appena loro sono diventati famosi. Il loro legame sembra autentico, profondo e vibrante. È una cosa rara, in particolare per delle personalità pubbliche”, ha spiegato il regista Richard Tanne.

Ed è proprio a quel legame che è dedicato Ti amo presidente, una delicata commedia che mette in scena quello che l’ormai ex presidente degli Stati Uniti ha raccontato alla stampa dopo la prima elezione: “Alcuni mi chiedono come abbia fatto a sposare una donna così favolosa. L’ho implorata in ginocchio più volte. E alla fine ha ceduto”.

Da otto anni sotto i riflettori, Michelle Obama e suo marito hanno fatto sognare, si sono prestati ai media, hanno sfruttato la loro immagine così potente a livello mediatico per combattere alcune delle battaglie che si erano prefissati già in quel lontano 1989.

10 curiosità sul film Ti Amo Presidente

  1. Il film ricrea l’atmosfera della fine degli anni Ottanta grazie al lavoro del direttore della fotografia Patrick Scola, dello scenografo Lucio Seixas e della costumista Megan Spatz, che hanno collaborato per ottenere un aspetto naturale, così da far sentire lo spettatore dentro quell’epoca.
  2. Abbiamo utilizzato tante location autentiche del quartiere Southside di Chicago. Una chiesa che abbiamo utilizzato aveva ospitato realmente un discorso di Barack. Le scene ad Altgeld Gardens (un progetto di abitazioni pubbliche) sono state girate realmente sul posto. Insomma, mostriamo parti differenti della città e che di solito non si vedono nei film. Per questa ragione, molte persone della zona ci hanno detto che era magnifico vedere il South Side mostrato sotto una luce diversa”, ha ricordato il regista.
  3. L’automobile di Obama nel film, una Nissan Santra gialla, è quella che il Presidente possedeva all’epoca dei suoi esordi da avvocato.
  4. Mentre i dettagli delle conversazioni della coppia sono stati frutto del lavoro degli sceneggiatori, gli eventi mostrati nel film sono tutti realmente avvenuti. I due hanno effettivamente visitato una mostra d’arte, sono andati a vedere Fa’ la cosa giusta di Spike Lee, si sono goduti un picnic al parco, sono usciti per un drink e sono passati da Baskin-Robbins per un gelato al cioccolato, il preferito di Michelle. Il regista ha scoperto di questo appuntamento grazie a diversi articoli, oltre che per mezzo di un video che ha visto della coppia, in cui loro raccontavano il primo appuntamento.
  5. Trovare un attore per interpretare Barack Obama è stato molto più complicato. Malgrado l’incredibile somiglianza fisica di Parker Sawyers con Obama, ci sono voluti due provini video perché l’attore ottenesse il ruolo, battendo la concorrenza di altri 40 aspiranti interpreti.
  6. Il film, uscito negli States lo scorso agosto, è stato accolto dal pubblico americano con enorme entusiasmo a dimostrazione della grande ammirazione e affetto di cui godono Barack e Michelle in patria e, più in generale, in tutto il mondo.
  7. La corporatura della ex First Lady è stata al centro di discussioni fin dall’inizio del mandato di Barack Obama, proprio perché mostrava un corpo “vero” e non falsato sullo stereotipo delle modelle. Un motivo che ha portato l’America e la comunità nera ad amarla ancora di più.
  8. Il 3 ottobre di quest’anno i due hanno festeggiato il loro anniversario per l’ultima volta alla Casa Bianca. In un tweet Barack Obama ha scritto: “Fianco a fianco da 24 anni. Ce ne saranno molti altri ancora”.
  9. Il presidente degli Usa firma i suoi tweet come POTUS, l’acronimo che da sempre contraddistingue l’uomo più potente del mondo, il President Of The United States. Nell’era della White House 2.0 anche la First Lady, che negli USA è una figura di riferimento perché simboleggia l’unità della famiglia americana, è sempre indicata come FLOTUS (First Lady Of The United States).
  10. Negli States, in quei giorni, si sono scatenati con un altro hashtag, #RelationshipGoals, a dimostrare come i due non solo siano entrati nel cuore degli americani, ma che già mancano per la loro incredibile complicità di gesti, di sguardi e di obiettivi.
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