Una dieta per reintegrare il calcio risulta indispensabile per chi ne è carente: donne in menopausa e persone intolleranti o allergiche al lattosio.

La mancanza di calcio può portare a evidenti disturbi, che possono sfociare in quella che probabilmente è la conseguenza peggiore: l’osteoporosi. Tuttavia, una dieta ricca di calcio risulta necessaria anche per prevenire sintomi e malattie di varia natura. Dolori ai muscoli o allo scheletro, fragilità ossea, crampi e debolezza possono essere gli indicatori di un’importante carenza di tale elemento.

Esiste una quantità ideale di calcio da ingerire quotidianamente, la cui assunzione permette di tenere lontani i disturbi sopra indicati. Per esempio, per una donna dai diciotto ai ventinove anni, il fabbisogno giornaliero di calcio è di 1000 mg; per le donne dai trenta ai quarantanove anni si può scendere di poco, con un fabbisogno di 800 mg al giorno. Ma dai cinquanta anni in su, proprio per via della menopausa e del pericolo osteoporosi che diventa pressante, una donna dovrebbe assumere quotidianamente 1200-1500 mg di calcio.

Come fare? Innanzitutto, è bene sapere che il calcio non è presente solo nel latte, nei formaggi o negli integratori specifici. Certo, nei latticini la dose di calcio risulta essere importante, ma comunque esiste una miriade di alimenti in grado di soddisfare questo fabbisogno. La cosa fondamentale è seguire una dieta sana ed equilibrata, all’interno della quale si vari e siano presenti tutti gli alimenti, carne, pesce, frutta, verdura, carboidrati e latticini. Quindi, per assumere la giusta dose di calcio, la dieta non deve essere carente di nulla.

Scegliere una marca di acqua con molto calcio è già un ottimo inizio. Bere un litro e mezzo d’acqua al giorno permetterà di assumere una parte di quel calcio quotidiano che ci occorre. Il pesce azzurro è un ottimo alimento per farne scorta – in particolare, sono indicate sardine, acciughe e alici. Possiamo trovare il calcio anche in numerosi tipi di verdure: broccoli, cavoli, prezzemolo, basilico, timo, menta, foglie di rapa, semi di finocchio, spinaci, fagioli, borragine.

Gli allergici al lattosio possono mangiare tali alimenti e, al limite, farsi prescrivere da un medico un integratore di calcio. Gli intolleranti, invece, ogni tanto possono concedersi la gioia di un latticino. Al di là del latte, dello yogurt, della panna o della ricotta, che sono tra i latticini più pesanti, basti sapere che molti formaggi a pasta dura (come caciocavallo o scamorza) contengono solo tracce di lattosio, praticamente ininfluenti per chi è intollerante. Il parmigiano ben stagionato, invece, è totalmente privo di lattosio. Pertanto, se si è intolleranti, si può provare a mangiare uno di questi latticini senza esagerare, magari una volta alla settimana, e poter reintegrare il calcio senza star male per l’intolleranza.

Fonte: Lega italiana osteoporosi.