Colazione da Tiffany? Ora si può: la gioielleria sulla Fifth Avenue di New York, davanti alle cui vetrine si fermava la celebre Holly Golightly, interpretata da Audrey Hepburn, ha aperto il Blue Box Café: il quarto piano completamente restaurato, con le pareti dell’inconfondibile azzurro della maison e un tripudio di griffe, sugli arredi, sulle pareti e sulle stoviglie. Secondo “Vanity Fair” che l’ha provato in anteprima, la sensazione è quella di far colazione all’interno di una delle celebri scatole azzurre in cui vengono impacchettati i preziosi prodotti del marchio.

Il merito di aver studiato il nuovo ristorante che allude al famosissimo film “Colazione da Tiffany” di Blake Edwards, tratto dall’altrettanto famoso romanzo di Truman Capote, va a Reed Krakoff, direttore artistico del marchio. “Il caffè e il restauro del quarto piano riflettono il desiderio di offrire una esperienza di lusso moderno“, ha detto Krakoff.

Niente prenotazioni e file chilometriche per poter gustare una colazione rinforzata da 29 dollari, fatta di caffè e croissant e poi a scelta, toast all’avocado, uova tartufate, salmone e bagel. Sono 39 i dollari che servono per il pranzo: un antipasto e a un’insalata. Sale a 49 dollari la sosta per l’ora del tè, con una selezione di snack salati e dolci, e piccoli sandwich. Volendo, però, ci si può accomodare solo per un caffè (5 dollari) e una fetta di torta al cioccolato (12 dollari).

Il restauro del quarto piano ha significato anche l’apertura di un negozio di articoli per la casa firmati Tiffany, che lancia un nuovo catalogo di oggetti pronti a diventare un must: una collezione che, come recita il catalogo, “innalza banali oggetti di uso comune e li trasforma in qualcosa di cui non si potrà più fare a meno”. Qualche prezzo? Un set di due tazze, si porta a casa con 95 dollari; una ciotola firmata per il cane costa 125 dollari; la mug souvenir a 55 dollari.

L’azienda insomma, fondata nel 1837, dalla metà degli anni Cinquanta emblema del lusso americano, negli ultimi anni ha accusato la crisi, con vendite e guadagni in calo e una concorrenza sempre più agguerrita, ma sembra convinta di poter risollevare le sorti con un’abile mossa commerciale.