Tim Burton sembra davvero essere l’unico cineasta da sempre in grado di ricreare l’universo fiabesco per un pubblico di adulti, il suo ultimo “Alice in wonderland” darà un ulteriore prova di ciò.

Nonostante tutto, molti appassionati del regista hanno temuto che le continue collaborazioni con la Disney avrebbero attenuato il suo lato più oscuro. A togliere ogni tipo di dubbio, ci ha pensato la sua ultima produzione “Sweeney Todd”, il più cupo e oscuro Tim Burton mai visto al cinema, una pellicola che non presentava nessuna via di scampo, né allo spettatore né ai suoi protagonisti.

Stile fiabesco a parte, nella sua meravigliosa filmografia è sempre presente l’esaltazione del classico personaggio freak che, in una rilettura completamente nuova dell’uomo che incarna la diversità, viene mostrato come eroe e non come outsiders.

Basta pensare a titoli come “Edward mani di forbice”, “Big Fish” oppure “e Wood” per rendersene conto. Questo rappresenta l’elemento cardine presente in tutte le sue produzioni, persino in quel “Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie”, uno dei titoli meno riusciti del regista americano, e che nemmeno i suoi fan più appassionati sono riusciti a metabolizzare pienamente.

Quello di ergere il diverso a protagonista assoluto per poi caratterizzarlo con toni farseschi e immergerlo in un contesto ancora più folle del suo protagonista, è da sempre l’elemento vincente del suo cinema, e quale attore migliore poteva scegliere, se non il camaleontico e sempre disposto a mettersi in discussione Johnny Deep, con il quale va a formare il binomio attore/regista davvero più interessante della storia del cinema degli ultimi anni.

Fra le varie cusiorità che caratterizzeranno l’uscita di “Alice in wonderland“, ci sarà proprio quella di scoprire come abbiano combinato insieme le loro rispettive vene creative.