Alice in Wonderland“, il film di Tim Burton nelle sale il 3 marzo, potrebbe rivelarsi una delle produzioni più interessanti del cineasta americano. Il regista ha raccontato che l’idea di girare il film dedicato alle avventure di Alice, sarebbe nata a causa degli innumerevoli riferimenti in cui nell’arco della vita si sarebbe imbattuto, e che avevano a che fare con l’opera di Carroll.

Ha anche confermato di non amare particolarmente il film di animazione fatto dalla Disney, giudicandolo poco lineare e slegato nella composizione dei vari episodi. Un altro motivo che avrebbe spinto Tim Burton alla realizzazione del film, è stata la modernità della storia nonostante siano passati quasi 150 anni dall’uscita.

Uno dei compiti più difficili che la produzione ha dovuto affrontare, è stata la sceneggiatura, operazione affidata a Linda Woolverton (La bella e la bestia), bravissima nel selezionare dai due libri di Lewis Carroll, tutti i personaggi chiave, essenziali per la narrazione.

Parlando della settima collaborazione con l’attore feticcio Johnny Deep, il regista dice che i due sono in perfetta sintonia, ammettendo che le idee principali per il personaggio del Cappellaio Matto sono sue. Sarebbe stato Deep infatti a sviluppare l’ipotesi della follia del Cappellaio, sostenendo che il feltro veniva lavorato nell’800 con il mercurio, che penetrandogli attraverso le dita, sarebbe poi risalito fino al cervello facendolo impazzire, sviluppando delle patologie come quella di Karsakoff. Gli stessi capelli, sarebbero frutto delle esposizioni al contatto prolungato con la sostanza tossica.

Per quanto riguarda il futuro, Johnny Deep e Tim Burton, avrebbero intenzione di portare sul grande schermo “Dark Shadows“, tratto dalla serie TV che narra le gesta del vampiro Barnabas Collins, arrivando così alla loro ottava collaborazione.