Il numero attualmente in edicola di Wired Italia riporta un’interessante intervista a Tim Burton, il geniale regista di capolavori quali “Nightmare Before Christmas” e l’attesissimo “Alice in Wonderland“. Burton si concede a tutto tondo ai lettori, raccontando la propria carriera sin dai suoi esordi.

Il regista, da sempre legato alle arti creative, mostrerà alcune delle proprie opere al celebre museo MoMa di New York. La retrospettiva, disponibile fino al 26 aprile, risulta una buona occasione per indagare sull’estro artistico che ha portato a creare personaggi memorabili quali “Edward Mani di Forbice”.

Burton svela come sia di fondamentale importanza, per la creazione dei propri personaggi, il ruolo della fantasia: Jack Skeleton, ad esempio, è nato da uno scarabocchio che man mano ha preso forma sviluppandosi da una sensazione. Lo stesso, è successo per Edward:

Il personaggio di “Edward Mani di Forbice” è nato da una sensazione che negli anni si è trasformata in uno schizzo con forme diverse. Era un’idea di quando ero adolescente, perciò è stato a lungo nella mia testa prima di prendere vita.

Il regista ammette, inoltre, la propria predilezione per lo stop-motion, la tecnica che permette di creare un’animazione a partire da numerosissimi scatti messi l’uno di fianco all’altro. Sistema che, tuttavia, non è stato utilizzato per Alice, pellicola quasi completamente girata in 3D.

E proprio parlando di Alice, Burton sottolinea come le versioni che l’hanno preceduto non abbiano colto il vero spirito della fiaba di Carroll:

In ogni versione che ho visto c’era solo una ragazzina che andava in giro con un mucchio di personaggi strani. Ad essere sincero ho considerato questo progetto una sfida relativa. Non è necessario che io sia all’altezza di una versione eccezionale, perché non esiste.

Il film sarà nelle sale a partire dal prossimo 5 marzo. Di seguito, il trailer della produzione che, senza dubbio, si configura come una delle pellicole più attese del 2010.