La notizia è di quelle che susciteranno polemica, accendendo il dibattito sui limiti e sugli eccessi del reality show. A partire dal 15 febbraio, il conduttore inglese Tim Shaw passerà 30 giorni chiuso in un container d’acciaio, in attesa di essere liberato da uno degli spettatori, i quali seguiranno la sua prigionia tramite il suo canale di streaming online su Justin.tv.
Durante la reclusione, gli saranno consegnati due pasti e potrà godere della luce di una sola lampadina per 12 ore al giorno. Impossibile per lui comunicare con l’esterno o uscire dalla propria prigione: unica salvezza, i fan da casa.
Una volta chiuso nella scatola, non sarà comunicato né a Shaw né agli spettatori dove il container verrà spostato. La produzione ha dato un unico indizio al pubblico: si tratta di una location cara al conduttore all’interno dei confini del Regno Unito.
Tim Shaw ha dichiarato di essere entusiasta del reality, svelando, inoltre, alcune informazioni sulla sua prigionia:
La scatola è altra tre piedi e lunga otto, un solo piede in più rispetto alla mia lunghezza da sdraiato, e larga tre. Non so cosa mi stia guidando, ma so che devo farlo: non ci sono altre ragioni, è una sfida personale.
Gli spettatori dovranno individuarlo il più rapidamente possibile, scrutando minuziosamente Google Maps e avvalendosi dei suggerimenti rilasciati dalla produzione: il primo che riuscirà, entro i 30 giorni, vincerà 30.000 sterline.
Titolo dell’operazione, neanche a dirlo, “Man In Box“.
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